«Senza l’agricoltura l’Italia non si salva»

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Confagricoltura: partecipata assemblea di mobilitazione a CremonaFiere
Si è tenuta martedì sera a - nella sala Stradivari di CremonaFiere - l’assemblea straordinaria di Federlombarda. Nove i punti all’ordine del giorno (costi di produzione, burocratici ed amministrativi, accesso al credito, nuova Pac, volatilità dei mercati e speculazione, Imu, direttiva nitrati, multe latte, ricerca e modernizzazione) con un unico, grande obiettivo: quello di tutelare la competitività delle aziende agricole. Non una difesa corporativa - precisa il testo varato durante l’assemblea - ma «un momento di analisi e di proposizione per il futuro dell’agricoltura, insostituibile fonte di materie prime per le produzioni agroalimentari di eccellenza, ed unica artefice di una reale tutela del territorio». All’appuntamento di Cremona, insieme ai vertici di tutte le unioni provinciali ed al neo presidente regionale Franco Bettoni, è intervenuto anche il presidente di Confagricoltura Mario Guidi, a riprova di come la voce della Lombardia venga tenuta nella massima considerazione.

Dai diversi interventi in scaletta sono emerse la condanna senza appello nei confronti dell’Imu, una vera e propria patrimoniale sull’agricoltura, che rischia di distruggere il comparto, si è detto in più di un’occasione; la presa d’atto in qualche caso esasperata di come il settore primario risulti da anni privo di alcuna reale considerazione da parte del mondo della politica e dei governi; un giudizio sull’operato generale del governo Monti, riconoscendo l’eccezionalità della situazione nella quale è stato chiamato ad operare, ne sottolinea però la grave insensibilità verso il settore primario. «Il governo Monti ha senza dubbio restituito all’Italia una certa immagine internazionale», ha detto nel suo intervento il presidente della Libera e vice presidente di Confagricoltura Antonio Piva. «Ma purtroppo si è anche distinto per una politica economica capace di mettere in cantiere solo tagli e nessuna proposta. Oggi il nostro mondo si trova quasi narcotizzato per l’assoluta mancanza di considerazione della quale è fatto oggetto; per livelli di imposizione fiscale, controlli e burocrazia a dir poco vessatori; per l’insensibilità delle banche. Attenzione, siamo arrivati quasi al punto di non ritorno. E nessuno - credo - si può permettere che un settore così strategico per l’economia del Paese, il suo export ed il suo tanto declamato made in Italy agroalimentare, posa finire al tappeto. Non è possibile. Così spero e credo che - alla fine - Monti capirà e farà marcia indietro».


A cura di Libera Agricoltori

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