Il Pergo vuole brillare in tv

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Applausi al Pergocrema, sconfitto con onore da uno Spezia pragmatico allo stadio Voltini. Sul rettangolo verde, dinanzi allo squadrone ligure, Alex Cazzamalli (voto 7 al generoso centrocampista, suo malgrado ingiustamente insultato un mese fa in un pub cittadino per di scarso impegno, ndr) e soci si sono battuti tenacemente e con onore, nonostante i gravi problemi societari (le penalizzazioni causa il pagamento in ritardo degli stipendi, ahimè, cadono come pioggia a marzo) e l’incertezza sul futuro (il sodalizio “canarino” è pur sempre in vendita). Lunedì sera, il Pergo allenato da mister Fabio Brini (7,5 al trainer silente, avvezzo a navigare in questi tempestosi mari calcistici) renderà visita all’illustre Piacenza (nobile decaduta sull’orlo del fallimento). Sulla carta il match si annuncia avvincente, alla truppa cremasca potrebbe riuscire il colpo gobbo. Settimana scorsa, l’incontro-spot tra amministrazione comunale ed i poteri forti (ed economici) autoctoni, meeting pensato per trovare risorse da destinare al sodalizio canarino è fallito cadendo nel vuoto, ma l’esito negativo era annunciato.

Per dare un futuro all’intramontabile Pergolettese, più che le passerelle elettorali servono incontri dietro le quinte con personaggi autorevoli, costruttivi quali Cesare Fogliazza (anni fa, con il Pizzighettone militò due anni nell’allora C1 senza spendere un euro), Adriano Cadregari, Beppe Fontanella, Agostino Alloni ed Ilario Tommasi. Ebbene, per capire che per il Cremasco viaggiare in Prima Divisione è un lusso storico e straordinario, bastava scambiare quattro chiacchiere lontano da occhi indiscreti con ex dirigenti del calibro di Massimiliano Aschedamini, Erasmo Andreini, Giò Corna e Roberto Andreini. Ciò detto, provare ad ipotizzare un futuro con il signor Briganti o senza di lui, al football “cannibale” è cosa buona e giusta, ma a due condizioni: la prima è che il presidente laziale metta sul piatto i libri contabili e la seconda è che il fulcro di ogni possibile trattativa sia la serena (quindi con un chiaro programma pluriennale) sopravvivenza dello stesso sodalizio gialloblù, patrimonio cittadino e non elitario. E’ infatti dal giugno 2010 che calcisticamente parlando, in casa Pergo le voci i (che comunque sono troppe) relative a una sana e pragmatica sostanza di provincia, preferiscono l’effimera e salottiera apparenza della capitale. E i risultati di tale politica profumano di instabile precarietà.

PROBABILE FORMAZIONE (4-4-2) Cicioni, Celjak, Lolaico, Angiulli, Romito, Doudou, Tortolano, Babù, Pià, Joelson, Cazzamalli. All.: Brini.

di Stefano Mauri

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