Crema - Venti defibrillatori installati in città

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Tutto ha avuto inizio lo scorso giugno, quando il Panathlon Crema ha deciso di devolvere l ' i n t e r o r i c a v a t o dell'autoraduno, organizzato dall'associazione, all'ospedale Maggiore, per un progetto molto particolare e nobile, visto che ha come fine la tutela della salute. Da questa estate in poi, il progetto ha preso piede, fino a coinvolgere un buon numero di altre realtà locali di volontariato o di servizio, tra cui: Un cuore per amico, i Rotary e i Lions club della città, oltre ad alcuni reparti dello stesso istituto ospedaliero. Si tratta veramente di una novità assoluta nell'ambito locale, in quanto prevede l'installazione di una ventina di defibrillatori in vari punti della città, quelli mediamente più affollati - stadio, università e mercato, per citarne alcuni - e, contemporaneamente, la debita formazione di un gruppo di volontari, che sappia intervenire prontamente, nel caso qualcuno sia colpito da infarto, per prestare i primi soccorsi, in attesa dell'arrivo del 118. A dimostrazione che salvare una vita non è così complicato, come si potrebbe pensare, ma è alla portata di tutti. Alla Regione l'idea è piaciuta così tanto, che ha pensato bene di farla diventare un progetto pilota, un modello da imitare in tutte città della Lombardia e l'iniziativa delle associazioni promotrici è tanto più lodevole, se si pensa che nessun contributo pubblico è venuto in aiuto e che, perciò, il finanziamento è interamente sulle loro spalle: la spesa totale si aggira attorno ai 200mila euro.

Il prossimo 2 aprile, verrà convocata una conferenza stampa, alla presenza dell'assessore regionale alla Sanità, Luciano Bresciani, per ufficializzare l'iniziativa ma, nel frattempo, nonostante il basso profilo che l'ospedale Maggiore intende tenere, per non togliere spazio ai protagonisti, e la volontà di non anticipare troppo, da parte di questi ultimi, qualcosa di più concreto la si può già dire. Innanzitutto, siamo alle fasi finali e, se nessuna comunicazione è emersa prima, lo si deve al desiderio degli organizzatori di attendere l'ufficializzazione. I corsi servono a formare 20 volontari per altrettanti defibrillatori ma l'accesso a questi corsi non è stato aperto a tutti. Le 400 persone contattate, per verificare la loro disponibilità, sono state individuate tra i residenti delle zone selezionate per l'installazione dei macchinari che, è bene specificare, saranno collocati in ambienti chiusi, per evitare qualsiasi tipo di incidente. Il loro costo, del resto, non è indifferente: 3mila euro ciascuno. Anche il municipio ne sarà dotato ma perché il progetto possa essere operativo occorrerà attendere probabilmente l'anno prossimo.

di Gionata Agisti

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