«Nutrie, ripristinare i contributi»

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Un appello alla Regione dei gruppi Pd e Lega: «Occorre uno sforzo incisivo per contenere il fenomeno»
I danni provocati dalle nutrie sul territorio sono molto gravi, tali da mettere in crisi centinaia di agricoltori. Già da tempo i Comuni stanno chiedendo alla Regione un piano incisivo di contenimento del fenomeno. A questo proposito è arrivata la richiesta, da parte dei gruppi regionali del Pd e della Lega, che il bilancio regionale ripristini, già a partire dall’esercizio in corso, il contributo alle Province per la gestione del problema. L'invito è stato rivolto agli assessori regionali all’agricoltura Giulio De Capitani e al bilancio Romano Colozzi. «Nella missiva » dichiarano i consiglieri del Pd Agostino Alloni e Giovanni Pavesi «rivolgiamo un accorato appello agli assessori regionali a nome degli abitanti del Sud Lombardia, tormentati da sempre da questo particolare roditore che crea gravi danni all’agricoltura, mette a rischio la sicurezza sulle strade e danneggia in maniera rilevante le difese spondali e il sistema irriguo del territorio.

Chiediamo alla giunta di dimostrare un vero e fattivo interessamento alla causa ripristinando nel bilancio regionale, sin da ora, il contributo destinato alle Province per arginare il continuo proliferarsi di questo animale. Siamo anche disponibili a interventi normativi sulla legge attualmente vigente, la 20/2002, che a questo punto, secondo noi, va rivista». I due consiglieri hanno fatto presente all’assessore De Capitani che sarebbe fondamentale un coordinamento delle Province e Comuni interessati dal fenomeno, così da prendere provvedimenti più incisivi e avere risultati ottimali. «L’assessore regionale» concludono «ha condiviso con noi la necessità di fare un piano che coinvolga tutti gli Enti locali, comprese le altre regioni della pianura padana, e i consorzi di bonifica così da armonizzare al meglio gli strumenti a disposizione, e si è reso disponibile a sostenere, in maniera bipartisan, un progetto pilota di contenimento del fenomeno, verificando anche se ci sia la possibilità di usufruire di dispositivi comunitari, ad esempio il Piano di sviluppo rurale, per recepire nuove risorse». Sul tema è intervenuto anche Giuseppe Torchio, presidente del Gal Oglio Po e consigliere provinciale.
«Se si stanno facendo passi avanti anche a livello nazionale sul quadro normativo, il problema non può essere risolto senza mezzi adeguati, risorse umane ed economiche coordinate in un unico piano d'azione che non conosca confini tra Regione, Province e Comuni.

L'intervento, che prevede la candidatura ai progetti europei Life ed al Piano di Sviluppo Rurale, deve partire dall'omogeneità, costanza ed intensità degli interventi anche con l'adeguamento delle ordinanze di cattura ed abbattimento fino alla realizzazione di squadre specializzate». Si rende quindi necessario che tutti, Regione in testa, facciano la propria parte, anche attraverso la predisposizione di un tavolo di lavoro. La nutria, peraltro, secondo Torchio, «non contribuisce a fornire un'immagine positiva del territorio, specialmente quando si vedono le carcasse lungo la strada, a seguito di investimenti da parte di autoveicoli in prossimità di fossi e corsi d'acqua. Per non parlare dei danni significativi arrecati alle coltivazioni agricole destinate, in particolare alla filiera biologica e alle produzioni di qualità».

di Laura Bosio

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