Ex Scac: "Un arma a doppio taglio"

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A Cremona le chiusure di esercizi commerciali si moltiplicano a vista d’occhio. Secondo la recente indagine della Camera di Commercio di Cremona presentata le cessazioni d’attività sono addirittura il doppio rispetto alle nuove aperture. In Corso Garibaldi, in Corso Campi e in Piazza Marconi, alle vetrine in cui ancora fa bella mostra la merce si inframezzano progressivamente cristalli vuoti e negozi sfitti, in un centro città che langue ormai come «nave senza nocchiero in gran tempesta». Un panorama desolante sul quale si allunga l’ombra del centro commerciale (l’ennesimo a Cremona) in progetto sui circa 7mila metri quadri dell’area ex Scac di via Sesto: «nuova stella di periferia» accanto a «un centro sempre più desolato e pieno di case vuote», come l’ha definita il Laboratorio Urbano di Civica Iniziativa. «Il problema non sta solo nell'ex Scac - fa sapere il consigliere del Pd Daniele Bonali, che definisce obiettivamente il progetto per l'area di via Sesto «un ulteriore scacco ai negozi del centro» proprio relativamente alla «mancanza di un disegno organico e definito per il centro storico».

«Un disegno che noi abbiamo - prosegue il consigliere - ma che spetta alla giunta, in particolare all'assessore De Bona, mettere a fuoco, senza che ci vengano a cercare solo quando si presenta una difficoltà». Da questo punto di vista, fa sapere ancora Bonali, anche il bando per la concessione di contributi economici ai piccoli esercizi commerciali e artigianali che erano in attività durante l’apertura dei cantieri pubblici ilustrato giovedì dall'assessore De Bona, rappresenta «un palliativo, un antidolorifico che lenisce il dolore ma non cura il male. La riqualificazione non basta, serve una strategia profonda. C'è un malessere che si solleva da molti cittadini, commercianti e non, una risposta al quale sarebbe proprio un'azione strategica di cui le stesse associazioni di categoria lamentano la mancanza». «L'area Scac è nociva così com'è adesso» replica il vicesindaco Carlo Malvezzi. «E' nociva come ferita aperta nella periferia della città, come area che va rivitalizzata tramite un progetto in grado anche di attirare investitori». «Certamente, le difficoltà del commercio al dettaglio rappresentano un problema diffuso in numerosi centri, al quale noi stiamo rispondendo con la risoluzione dei problemi sul campo: parcheggi, pavimentazioni, illuminazioni, tutte azioni che mettono il centro in condizioni di competere con la grande distribuzione». «Abbiamo investito un milione di euro all'interno del centro storico ma bisognerebbe anche capire che l'ente dovrebbe fungere, più che da risolutore, da facilitatore di problemi, attraverso un dialogo costante con le associazioni di categoria e con i commercianti».

di Michele Scolari

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