AAA Cercasi: idraulici, falegnami, tornitori...

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Mancano manutentori, tornitori, project leader, aggiustatori, idraulici, falegnami, orlatori, posatori e altro ancora: colpa della rottamazione dei cinquantenni. La chiamano anche ringiovanimento delle risorse umane, ed è una pratica che sta prendendo piede sempre più anche in Italia. Facendo così fuori i lavoratori più maturi che hanno il know how. E così, sottolinea la Stampa, l’Italia si ritrova con lavori che non hanno lavoratori adatti a farli. Secondo le associazioni degli over 50 sono oltre un milione i lavoratori espulsi dalle aziende in questi anni, ritrovandosi così senza lavoro né pensione. Allo stesso tempo sono sempre di più le aziende che denunciano la mancanza di figure specializzate. Questa situazione è dovuta a due condizioni tutte italiane: manca la lungimiranza nella gestione delle età delle imprese e un’offerta di formazione e di profili professionali che rappresentino un binario preferenziale per l’ingresso dei giovani. Mancano poi scuole professionali di livello medio-elevato, perché in Italia l’avviamento professionale resta visto come un’ultima scelta, sempre meno qualificante di un liceo fatto male. La Stampa ricorda che ci sono distretti, nelle Marche, nel Veneto, in Toscana dove migliaia di posti neo-artigiani restano vuoti, perché l’immaginario collettivo li disprezza. Questo anche perché mancano politiche di orientamento dei giovani verso i mestieri e campagne educative che eliminino i pregiudizi anti-industriali, oltre a corsi di formazione che forniscano tecnici di qualità per le imprese.

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Mancano manutentori, tornitori, aggiustatori, idraulici, falegnami, posatori e altro ancora: colpa della rottamazione dei cinquantenni. Hanno "fatto fuori" i lavoratori più maturi che hanno il know how, il mestiere in mano. E così, sottolinea la Stampa, l’Italia si ritrova con lavori che non hanno lavoratori adatti a farli. Secondo le associazioni sono stati oltre un milione i lavoratori espulsi dalle aziende in questi anni. Allo stesso tempo sono sempre di più le aziende che denunciano la mancanza di figure specializzate. Questa situazione è dovuta a due condizioni tutte italiane: manca la lungimiranza nella gestione delle età delle imprese e un’offerta di formazione e di profili professionali che rappresentino un binario preferenziale per l’ingresso dei giovani. Mancano poi scuole professionali di livello medio-elevato, perché in Italia l’avviamento professionale resta visto come un’ultima scelta, sempre meno qualificante di un liceo fatto male. La Stampa ricorda che ci sono distretti, nelle Marche, nel Veneto, in Toscana dove migliaia di posti neo-artigiani restano vuoti. Questo anche perché mancano politiche di orientamento dei giovani verso i mestieri oltre a corsi di formazione che forniscano tecnici di qualità per le imprese.

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