Gussola, il biogas fa già i suoi effetti

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di Vanni Raineri

Il sindaco Chiesa risponde agli attacchi del comitato contrario alla centrale: “Non utilizzerà mais”

«Mi si accusa di essere di parte perché mia moglie è dipendente di quell'imprenditore. Ma questa è una colpa?» Gussola, il biogas fa già i suoi effetti


Incontri informativi con la cittadinanza organizzati a Gussola e Torricella del Pizzo, coinvolgimento di tecnici ed esperti del tema, appello alle forze politiche locali, e per chiudere quasi 300 firme a sostegno raccolte. E’ l’attività del comitato sorto per opporsi alla realizzazione della centrale termoelettrica a biogas che si vorrebbe realizzare sul territorio di Gussola ma limitrofo a Torricella. Un impianto capace, secondo l’ingegner Rovigatti intervenuto nelle assemblee, di produrre 7500 Megawattora l’anno, utilizzando per oltre il 50% pollina (escrementi avicoli), per un terzo insilato di mais e una parte più limitata di liquami suini e altri materiali in lieve quantità. Un business da oltre due milioni di euro l’anno (derivanti dal prezzo politico omnicomprensivo di 28 centesimi a kWh, grazie alla politica di sostegno del governo), che frutterebbe oltre 30 milioni per i 15 anni di incentivo certo, a fronte di un investimento per la costruzione di 4-5 milioni, il cui rientro avverrebbe nell’arco di poco più di due anni. Sempre dal punto di vista del comitato, un evidente business (grazie anche ala possibilità di liberarsi dell’azoto contenuto nella pollina, altrimenti soggetto a precise limitazioni) costruito sulle spalle dei residenti, costretti senza alcun tipo di compensazione ad accettare ricadute di vario tipo (sull’ambiente, sul traffico, sulla destinazione di terreni agricoli con conseguente aumento del prezzo d’affitto, quindi rumori, emissioni ed odori). L’amministrazione comunale di Torricella ha deciso di promuovere l’incontro informativo, quello di Gussola è invece accusato dal comitato di non aver mai voluto il confronto. Al sindaco Marino Chiesa chiediamo il perché. Anche perché risulta agli atti che nel maggio scorso la maggioranza si pronunciò contro l’utilizzo dei terreni finalizzata alla produzione di biogas. «Confermo il contenuto di quella delibera, rimaniamo contrari, mentre la minoranza si astenne, ma questo progetto non presuppone l’utilizzo di mais». Però l’ingegner Rovigatti ha affermato che sarà necessario, e per una supposta produzione annua di 11mila tonnellate. «Non è vero che il mais sarà necessario, si troverà la possibilità di sfruttare gli scarti». Sta di fatto che ci sono quasi 300 persone che, a torto o a ragione, chiedono una risposta. «Sono oltre cento gli impianti a biogas in provincia di Cremona e nessuno ha dovuto fare un’assemblea pubblica per spiegare i dettagli. Il consigliere provinciale Torchio poi, che ora appoggia i contrari, presiedeva la Provincia quando disse sì alle centrali di Solarolo e Martignana». Lui ha risposto che in quei casi si tratta di legno e olii provenienti da altri territori, quindi con nessuna ricaduta sulle nostre produzioni tipiche. Ed ha anche detto che alla conferenza di servizi avrebbe dovuto essere invitata anche l’amministrazione di Torricella, in quanto la distanza tra confine e impianto è molto minore dei 500 metri previsti. «Per la verità a me non risulta che fosse necessario. Fosse stata una centrale a biomasse ok, ma non a biogas». Altro appunto: l’abitazione di una famiglia è a pochi metri. «Questo progetto presuppone la bonifica di un’area che contiene anche amianto. Si tratta quindi di una rivalutazione». E la faccenda degli odori emessi dai serbatoi a cielo aperto? «L’autorizzazione comporta cntrolli e verifiche anche su questo aspetto». Mai affrontata con l’imprenditore interessato l’eventualità di una compensazione ai gussolesi, ad esempio uno sconto sulla bolletta elettrica? «No, finora non è stato fatto, ma non è escluso che si possa fare in futuro». Il primo cittadino poi si vuole togliere un paio di sassolini dalle scarpe. «So che in assemblea si è detto che io sarei di parte perché il datore di lavoro di mia moglie è lo stesso imprenditore in questione, e che i trasporti favoriranno una ditta per la difesa della cui attività io sono indagato (denuncia partita da una famiglia per l’elevata rumorosità, ndr). Ma non è colpa mia se mia moglie lavora là da trent’anni». D’accordo. Non crede però che la presenza di queste insinuazioni e la richiesta specifica di centinaia di suoi amministrati comporti la necessità di chiarire pubblicamente la vostra posizione? «Io credo di avere amministrato con la massima trasparenza, la mia porta è aperta a tutti i cittadini che vogliano chiarimenti, e penso di aver dimostrato la massima disponibilità anche con la minoranza. Anche perché la situazione del nostro comune è talmente drammatica che la vicenda dell’impianto a biogas sarà sì importante, ma meno rispetto a situazioni sociali e familiari drammatiche. Negli anni Gussola sta decadendo, e la politica del no non sta pagando. Qui ci sono poche attività, e pochi investimenti. Anche per la salvaguardia della salute del cittadino sento di dire sì, con il "no sempre" Gussola muore». In definitiva, ci sarà l’incontro pubblico? «Questo non lo so, ma certamente informerò la gente della situazione »

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