«Si è trattato di una guerra di poltrone»

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L’assessore comunale Claudio Demicheli parla dopo l’espulsione: «E’ assurda la scelta della Lega di passare all’opposizione»

«Mi fa ridere pensare che chi mi ha giudicato ed espulso, il giorno dopo si è trovato un avviso di garanzia sul tavolo»

L'assessore Claudio Demicheli rompe il silenzio, dopo l’espulsione dalla Lega, avvenuta in seguito al rifiuto - da parte sua e di Jane Alquati - di abbandonare l'incarico di assessori nella Giunta comunale. «E’ stata una punizione molto sofferta, dopo 23 anni di militanza nel partito. Aspettavamo da sei mesi l’evolversi della situazione, che si è conclusa come la peggiore delle separazioni. Ho vissuto tutte le tappe più importanti della Lega, dalla sua nascita alle battaglie contro la clandestinità e per l’affermazione della Padania, e ora mi sono trovato letteralmente “cacciato” da un gruppo a cui ho dato tutto».
Può raccontarci come è andata?
«Mi volevano obbligare a fare una scelta, o il partito o la Giunta, dicendo che quest’ultima non rispettava il programma elettorale. Nella realtà le cose sono andate un po’ diversamente: il caso è scoppiato quando ci siamo rifiutati di mettere Carpani alla vice presidenza di Aem. Del resto, non potevamo affidarci a una persona che ha sempre sparato contro l’Amministrazione. Dunque si è trattato di una guerra di poltrone, e non certo ideologica. Tra l'altro, Carpani ha fatto ricorso al Tar in merito alla sua non-nomina, ma l'ha perso. Per quanto mi riguarda, ho subito un’ingiustizia, e sto valutando se fare ricorso al consiglio federale. Sono tante le cose che non tornano in questa vicenda, come il fatto che la prima volta il commissario Volpi è entrato in Comune accompagnato da un consigliere di Lgh. Oppure le differenti prese di posizione che il partito ha espresso sul tema dell’acqua».
Per quale motivo ha scelto la Giunta, dopo 23 anni di militanza nella Lega?
«Perché fare quello che mi chiedeva il partito sarebbe stato come fare una scelta che andava contro me stesso. Così mi hanno accusato di non aver scioperato contro il sindaco, quando a mio avviso non c’era nulla su cui protestare. Questa Giunta ha lavorato molto, andando nella direzione di quanto previsto dal programma elettorale e il sindaco Perri ha recepito perfettamente il nostro programma.. Abbiamo creato otto comitati di quartiere, abbiamo tolto due dirigenti, abbiamo promosso delle feste per promuovere il territorio e le nostre tradizioni, come vuole la Lega. Sul cimitero investiremo cinque milioni, per il nuovo polo della cremazione. Stiamo per partire con i lavori per portare l’acqua nella frazione di Gerre Borghi, e a giugno prenderanno il via i lavori di realizzazione della barriera dello Zaist, in accordo con il comitato. E poi si stanno portando avanti tanti progetti sulla viabilità, sui parcheggi… Le periferie sono tenute in grande considerazione, e presto avremo una task force dedicata ai piccoli interventi da fare con immediatezza per risolvere i problemi che ci segnalano i cittadini. Tutte cose che la gente ci riconosce. Se andassimo oggi a elezioni e Perri si candidasse, vincerebbe al primo colpo, anche senza la Lega. Il sindaco, peraltro, è molto apprezzato dalla base del movimento, come si è visto dalla calorosa accoglienza che la gente gli ha riservato alla festa del partito ».
Cosa ne pensa della scelta del partito di passare all’opposizione, a livello locale?
«Trovo che sia assurda. Puoi fare opposizione efficacemente quando hai un gruppo di consiglieri che ti seguono. Invece alla Lega sono rimasti solo Maffini e Ferraroni; quest’ultimo, secondo me, potrebbe mollare da un momento all’altro. Maffini ha dimostrato di essere attaccato alla poltrona e agli interessi personali, e non è neppure riuscito a farsi eleggere tra i delegati al congresso cremonese della Lega. Gli altri se ne sono andati tutti, delusi da un gruppo dirigente assolutamente inadeguato e che sta sfasciando il partito. Ci sono delle persone entrate in Lega da pochi anni che hanno voluto prendere in mano la situazione, parlando di rinnovare, e hanno solo ottenuto di perdere molti ragazzi giovani, che credevano nel partito. Ad andarsene sono state tutte persone di rilievo all’interno del movimento, conosciute e apprezzate dalla gente. E non parlo solo dei due assessori e dei quattro consiglieri: in tre anni il partito ha perso ben 28 militanti attivi, tutte persone con alle spalle almeno dieci anni di attività politica. Di tutto questo l’elettorato terrà conto, e saranno i voti a dimostrare che questo gruppo dirigente ha distrutto la Lega sul territorio: se andassimo al voto adesso, sono convinto che la Lega avrebbe un calo del 50%».
Anche a livello nazionale la Lega si è staccata dalla coalizione di centro destra. Secondo lei come andrà?
«Il primo banco di prova lo avremo a maggio, quando si voterà in numerose città del nord. A mio avviso, queste forme di rottura all’interno della coalizione non possono portare a niente di buono; sono convinto che se a maggio perderanno, si arriverà a ulteriori spaccature. Bossi è sempre stato lungimirante, spero che anche questa volta abbia visto avanti… anche se io non ne sono convinto. La Lega sta rischiando di perdere le città del nord».
Cosa rimpiange del suo periodo nel partito?
«Il fatto di non aver realizzato quello che era il mio obiettivo di 23 anni di militanza: il federalismo, l’indipendenza del nord e l’autonomia da Roma. Tuttavia ho anche ricordi positivi di questa esperienza: mi è servita per farmi conoscere e guadagnare l’apprezzamento delle persone. Mi fa ridere pensare che chi mi ha giudicato ed espulso il giorno dopo si è trovato un avviso di garanzia sul tavolo».
Cosa farà, politicamente parlando, dopo questa separazione?
«Ora resto fermo sulle rive del fiume Po, e aspetto. Sicuramente resterò con il sindaco fino a fine mandato e porterò avanti la mia attività di assessore. Più avanti sceglierò il da farsi. Del resto la politica in questi mesi sta cambiando profondamente, così come le prospettive della gente. L’unica cosa certa è che porterò avanti il mio percorso insieme alla squadra di persone che mi sostiene da sempre e che mi è rimasta vicina. Sarà con loro che deciderò il percorso da intraprendere. Intanto ringrazio tutte queste persone, e tra questi voglio ricordare Ferdinando Vedovati, uno dei fondatori della Lega provinciale, purtroppo ora scomparso».

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