Laghi meno profondi e Po a -6 metri

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Mazzoleni (Centro Meteo Lombardo): «La scarsità invernale di precipitazioni nevose dalle Orobie alle Dolomiti si è ripercossa sui bacini idrici»

Le preoccupazioni degli agricoltori: «Insufficienza idrica e terreni induriti dall’aridità»

di iMichele Scolari 

Il caldo primaverile è arrivato dopo un inverno di precipitazion i p r a t i c a m e n t e d i m e z z a - te nel nord con l'abbassamento dei livelli dei fiumi e dei laghi e conseguente riduzione delle scorte idriche nei terreni. Una carenza idrica evidente dalla straordinaria magra dei corsi d'ac - qua al nord, dove nei grandi laghi di Como , G a rd a e Ma g g i o re s i re g i - stra una diminuzione del livello tra 20 e 50 centimetri al di sotto della media stagionale. Rispetto allo scorso anno i livelli hanno subito cali che vanno da 40 centimetri a quasi un metro. Secondo Coldiretti, mancano all'appello quasi 500 metri cubi d'acqua. Il lago Maggiore, un anno fa, aveva un'altezza media di 114 centimetri sullo zero idrometrico: attualmente, invece, siamo a 17 centimetri. Un abbassamento di quasi un metro, che corrisponde a oltre 200 milioni di metri cubi d'acqua in meno. Notevole riduzione anche per il lago di Garda che è passato da 128 a 74 centimetri, con una quasi 200 milioni di metri cubi di acqua in meno. Il lago di Como e quello d'Iseo, all'inizio del mese di marzo, sono andati entrambi sotto lo zero idrometrico: il primo si è assestato su un'altezza media di -23,63 centimetri, mentre il secondo sui -6,90 centimetri. In totale per entrambi la perdita stimata è di circa 90 milioni di metri cubi. E il Po? Anche il grande fiume negli ultimi sette giorni ha perso livello sino a toccare, nel pomeriggio di ieri, -6,38 met r i s u l l ' i d ro m e t ro s o t - to il ponte di Via Eridano. Al Ponte della Becca, in provincia di Pav i a i l 6 m a r z o s c o rso era a meno un metro e 64 centimetri, mentre ieri 13 marzo 2012 era sceso a meno due metri e mezzo. Mentre le temperature massime a livello nazionale sono superiore di 1,6 gradi rispetto alla media. «Il problema è a monte - commenta Massimo Mazzoleni, del Centro Meteorologico Lombardo - e va individuato nella scarsità di precipitazioni piovose, ma anche nevose, nella fascia alpina dalle Orobie alle Dolomiti. Questa mancanza di neve ha come conseguenza che i fiumi portano scarso afflusso ai grandi laghi e le preoccupazioni degli agricoltori cominciano a farsi sentire». Carenza di precipitazioni, temperature superiori alla media di 1,6 gradi, con record di 4,6 gradi nel nordest. E' quanto emerge dall'analisi svolta da Coldiretti sulla base dei dati relativi agli scarti dalla media climatica della temperatura massima giornaliera nell a p r i m a d e c a d e d i m a r - zo del Cra- Cma. Analisi che ha fatto scattare l’allarme siccità. «Il mese di marzo - fanno sapere da Coldiretti - è stato infatti segnato anche dalle basse precipitazioni cumulate, inferiori in Italia del 67 per cento rispetto alla media geografica degli scarti dal clima (1971- 2000), mentre nel nordest si è verificato un crollo addirittura dell’86 per cento rispetto alla media ». Una situazione che ha effetti pesanti sul piano ambientale e che provocato il divampare dei primi incendi, come e' accaduto nel Vicentino, dove sull'Altopiano di Asiago le fiamme hanno divorato uno dei boschi piu belli, mentre nel lago di Centro Cadore si sta verificando una moria eccezionale di pesci, secondo quanto denunciato dai pescatori al sindaco di Calalzo. La crisi idrica è particolarmente preoccupante dove è caduta poca neve come in Veneto, ma anche in Toscana ed in Friuli Venezia Giulia. In difficoltà sono i campi agricoli, con i terreni induriti dalla siccità che rendono difficili e molto costose le tradizionali lavorazioni per la preparazione delle semine, ma a preoccupare – conclude la Coldiretti - è anche la disponibilità idrica per l’irrigazione delle piante durante la fase di crescita primaverile ed estiva, con la ripresa vegetativa delle piante da frutto favorita dal caldo. «Un po’ il terreno e un po’ la piolta - conclude Mazzoleni - perdono prog re s s i v ame n t e l ’ a c q u a t r a t t e n u - ta e le piante potrebbero cominciare a subire stress, collocato proprio nella fase critica del loro sviluppo, ovvero tra aprile e maggio».

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