Sanità, ma quanto mi costi !

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gni malato ha un prezzo.
O meglio, ogni sing
o l a p r e s t a z i o n e
ospedaliera, degenza
compresa, ha un costo
che grava sui conti regionali.
Ovvero, spesa pubblica, che dal
primo marzo viene regolarmente
conteggiata ed inserita nelle lettere
di dimissioni di tutti i pazienti
delle strutture ospedaliere lombarde,
Oglio Po compresa.
Ecco perché i casalaschi che,
recentemente, sono stati esaminati,
visitati o ricoverati presso il
nosocomio di Vicomoscano, una
volta curati si sono trovati nero su
bianco la cifra relativa a quanto il
servizio sanitario ha sborsato per
loro. Le regole parlano chiaro dal
24 febbraio scorso, quando con
delibera giuntale la Regione Lombardia
ha recapitato ai direttori
generali degli ospedali e delle Asl
lombardi la circolare 6242, a firma
Carlo Lucchina (direttore generale
della Sanità): missiva contente
le istruzioni da seguire a
partire dal primo giorno di marzo.
In sostanza, in caso di ricovero
ospedaliero, al momento delle
dimissioni il paziente riceve, in
allegato alla relazione clinica, una
sorta di nota spese dal seguente
contenuto: "Egregia/o Signora/e,
il valore di seguito esposto,
espresso in euro, rappresenta il
rimborso corrisposto mediamente
agli ospedali della Lombardia
per il costo sostenuto per tipologie
di attività e di prestazioni simili
a quelle da Lei usufruite nel
corso del Suo ricovero"; così si
legge, testualmente, sulla circolare.
Anche per le prestazioni ambulatoriali
il discorso non cambia,
anzi: in questo caso, il valore
complessivo esposto comprende
anche la quota di ticket eventualmente
già pagata dal paziente.
Così è possibile scoprire che il
Pirellone rimborsa circa 500 euro
per una tac, che al malato costa i
66 euro del ticket (per inciso: 15
euro in più rispetto all'Emilia Romagna,
20 euro in più rispetto al
Veneto). Da qui nasce l'obiettivo
dell'iniziativa regionale: sensibilizzare
i pazienti sui costi della
sanità e responsabilizzare i camici
bianci avvezzi alla prescrizione
di troppi esami. Dalla Regione
precisano che il tasso d'inflazione
corre più veloce della crescita
dei fondi per la Sanità, che per il
2012 ammontano a 17 miliardi e
450 milioni di euro (solo l'1,5% in
più rispetto al 2011). "Il cittadino
deve capire che i costi della salute
si sono moltiplicati": è il pensiero
dell'entourage di Formigoni,
a giustificazione di un'operazione
trasparenza definita "esecrabile e
umiliante" dall'Ordine dei medici.
Ma i cittadini, che le cure se le
pagano attraverso le tasse, cosa
ne pensano del conto spese allegato
ai referti medici? A Casalmaggiore
e dintorni, le diverse
segnalazioni rubricate sono piuttosto
critiche. Fra coloro che,
uscendo dall'Oglio Po, hanno
avuto modo di conoscere l'incidenza
dei propri malanni sulle
casse pubbliche, sono numerose
le perplessità. "Vogliono farci venire
i rimorsi di coscienza per il
costo delle cure che ci spettano?":
è la lamentela più frequente.
Fra i contrari c'è qualcuno che
ancora si domanda perché, per
una distorsione alla caviglia, abbia
dovuto fare quattro giorni di
ospedale in attesa di una tac,
vedendosi poi refertare un conto
virtuale salatissimo: 1515 euro.
Un'operazione non proprio trasparente

All’Oglio Po la novità regionale suscita qualche critica: 4 giorni per una tac col rimorso di esser costato 1515 euro

Dal 1° marzo a chi viene dimesso è rilasciata una nota che indica la spesa sopportata

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Ogni malato ha un prezzo. O meglio, ogni sing o l a p r e s t a z i o n e ospedaliera, degenza compresa, ha un costo che grava sui conti regionali. Ovvero, spesa pubblica, che dal primo marzo viene regolarmente conteggiata ed inserita nelle lettere di dimissioni di tutti i pazienti delle strutture ospedaliere lombarde, Oglio Po compresa. Ecco perché i casalaschi che, recentemente, sono stati esaminati, visitati o ricoverati presso il nosocomio di Vicomoscano, una volta curati si sono trovati nero su bianco la cifra relativa a quanto il servizio sanitario ha sborsato per loro. Le regole parlano chiaro dal 24 febbraio scorso, quando con delibera giuntale la Regione Lombardia ha recapitato ai direttori generali degli ospedali e delle Asl lombardi la circolare 6242, a firma Carlo Lucchina (direttore generale della Sanità): missiva contente le istruzioni da seguire a partire dal primo giorno di marzo. In sostanza, in caso di ricovero ospedaliero, al momento delle dimissioni il paziente riceve, in allegato alla relazione clinica, una sorta di nota spese dal seguente contenuto: "Egregia/o Signora/e, il valore di seguito esposto, espresso in euro, rappresenta il rimborso corrisposto mediamente agli ospedali della Lombardia per il costo sostenuto per tipologie di attività e di prestazioni simili a quelle da Lei usufruite nel corso del Suo ricovero"; così si legge, testualmente, sulla circolare. Anche per le prestazioni ambulatoriali il discorso non cambia, anzi: in questo caso, il valore complessivo esposto comprende anche la quota di ticket eventualmente già pagata dal paziente. Così è possibile scoprire che il Pirellone rimborsa circa 500 euro per una tac, che al malato costa i 66 euro del ticket (per inciso: 15 euro in più rispetto all'Emilia Romagna, 20 euro in più rispetto al Veneto). Da qui nasce l'obiettivo dell'iniziativa regionale: sensibilizzare i pazienti sui costi della sanità e responsabilizzare i camici bianci avvezzi alla prescrizione di troppi esami. Dalla Regione precisano che il tasso d'inflazione corre più veloce della crescita dei fondi per la Sanità, che per il 2012 ammontano a 17 miliardi e 450 milioni di euro (solo l'1,5% in più rispetto al 2011). "Il cittadino deve capire che i costi della salute si sono moltiplicati": è il pensiero dell'entourage di Formigoni, a giustificazione di un'operazione trasparenza definita "esecrabile e umiliante" dall'Ordine dei medici. Ma i cittadini, che le cure se le pagano attraverso le tasse, cosa ne pensano del conto spese allegato ai referti medici? A Casalmaggiore e dintorni, le diverse segnalazioni rubricate sono piuttosto critiche. Fra coloro che, uscendo dall'Oglio Po, hanno avuto modo di conoscere l'incidenza dei propri malanni sulle casse pubbliche, sono numerose le perplessità. "Vogliono farci venire i rimorsi di coscienza per il costo delle cure che ci spettano?": è la lamentela più frequente. Fra i contrari c'è qualcuno che ancora si domanda perché, per una distorsione alla caviglia, abbia dovuto fare quattro giorni di ospedale in attesa di una tac, vedendosi poi refertare un conto virtuale salatissimo: 1515 euro. Un'operazione non proprio trasparente

di Simone Arrighi


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