Ancorotti: «L’invito a candidarmi è venuto da molto in alto»

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Incontriamo Renato Ancorotti pochi giorni dopo il risultato delle elezioni primarie del centrodestra che hanno visto prevalere, Antonio Agazzi di un centinaio di voti. Sereno, tranquillo, elegante in un completo gessato, più preoccupato di un incontro di lavoro che deve avere con degli imprenditori indiani, piuttosto che di rispondere alle domande indiscrete del cronista. Non può essere soddisfatto del risultato … «Perché no? 431 voti mi paiono un ottimo risultato. Avrei però gradito una maggiore partecipazione del centrodestra, favorita da un numero maggiore di gazebo anche in zone della città più lontane dal centro». Tutta qui la spiegazione del secondo posto? «Il mio impegno purtroppo è stato limitato dal Cosmprof che è l’appuntamento clou per chi opera nel settore cosmetico. Un appuntamento programmato da tempo che ha coinciso con le primarie. Gli altri candidati hanno potuto contare su un impegno iniziato da molto tempo e su una organizzazione più strutturata, con mezzi organizzativi che io non ho avuto il tempo di mettere in campo, anche se devo dire che tutto questo impegno ha fruttato solo 100 voti di differenza tra me e il primo classificato, che francamente non mi sembrano un gran risultato». Comunque Ancorotti – così almeno si dice – aveva il vertice del partito Pdl dalla sua parte. «Anche questo è vero solo in parte: Agazzi poteva contare sugli ex DC al di fuori e all’interno del partito, e Borghetti sugli ex An che comunque sono parte integrante del Pdl e del centrodestra in generale. Da parte mia potevo contare sul fatto che dopo il congresso provinciale del partito era cambiato il vento, c’era voglia di rinnovamento e di unità; forse a Crema di questo, qualcuno non si è accorto per tempo». Tutto questo era però prevedibile; chi e che cosa ha potuto convincere Ancorotti a una candidatura sorprendente? Solo l’appello di Simone Beretta ? «Ho ricevuto un invito importante a candidarmi; un personaggio non cremasco che ha fatto leva sulla mia appartenenza storica al centrodestra che non ho potuto negare». Ed ora? C’è un impegno scritto al momento delle primarie per sostenere il vincitore. «Non c’è tempo per immaginare di mettere assieme una nuova lista, per cui sono disponibile a candidarmi nella lista del Pdl, a seguito di un percorso comune per la costruzione del programma. Ho affermato di essere d’accordo per la costruzione della Cittadella dell’Anziano; lo è anche Antonio Agazzi?». Il Pd temeva un candidato come Ancorotti … «Sarei stato un avversario leale ma con un valore aggiunto rispetto ad altri, quello di poter favorire lo sviluppo ed il lavoro nel nostro territorio: continuerò comunque a farlo sia da candidato che da imprenditore ». Quale giudizio nei confronti del candidato del centrosinistra? «Il fatto che con la Bonaldi si siano schierate sia Sel che Rifondazione Comunista con i Comunisti Italiani, è una delle ragioni che rafforzano il mio convincimento a scendere in campo nel centrodestra. Starà a Stefania Bonaldi dimostrare autonomia e capacità, e di non essere prigioniera di alleati così diversi dall’area moderata di sinistra che aspira a rappresentare; sia per il programma che per l’eventuale formazione della giunta. Personalmente credo in un centro moderato e rinnovato fedele a certi valori tradizionali sia pure coniugati nel senso della modernità. Ho fatto la mia parte; ho tenuto fede alla parola data: adesso tocca soprattutto agli altri portare a buon fine un progetto al quale non solo credo ma per il quale vorrei dare un contributo fattivo».
di Tiziano Guerini

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