La truffa parte da Fido

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Il concetto di fondo è subdolo ma purtroppo intelligente: sfruttare Fido per aggirare il suo padrone e progettare, sulla fiducia, il colpo. Le segnalazioni, partite dalla provincia di Trento (ma qualcuno parla anche del sud Italia), si stanno ora moltiplicando anche a Cremona. Nel casalasco in particolare. Tanto che non sembra un caso, considerando l’alta densità di turisti della nostra provincia sulle montagne alpine, che proprio un casalese abbia appreso del tentativo di truffa su un quotidiano di Trento, “Il Trentino” appunto, e poi, qualche giorno dopo il suo rientro, abbia ricevuto proprio sul telefono di Casalmaggiore la strana chiamata. Il succo è tutto qui: finti rilevatori Istat contattano numeri casuali, ma circoscritti ad una determinata zona (ovviamente quella da prendere di mira per eventuali visite sgradite), chiedendo informazioni sulla presenza o meno di animali domestici. Se la risposta è no, segue un saluto immediato e a volte brusco. Viceversa l’indagine va più in profondità: si chiedono le abitudini degli animali in fatto di cibo, passeggiate quotidiane e riposo e si arriva alla domanda assai meno innocente. Ovvero “la vostra casa possiede sistemi di allarme quando l’animale è fuori?”. Chiaro l’intento, così come chiarissima è stata la risposta della dipendente Istat (lei sì, vera e certificata) da noi contattata alla sede centrale di Roma: “Abbiamo avuto anche noi segnalazioni di questo tipo, ma assolutamente possiamo garantire che non stiamo conducendo nessuna indagine sugli animali domestici”. Testimoni parlano di una voce dall’altro capo del filo in genere femminile, dall’accento dell’Est oppure, in casi minori, del Centro-Sud Italia. Lo scopo del tentativo è abbastanza intuibile: capire se la casa è “scoperta” e sprovvista di sistemi di allarme e di animali da guardia, in modo da poter progettare il colpo con più tranquillità. Subito tramontata l’altra ipotesi: qualche settimana fa, su internet, uscì la notizia della decisione del premier Mario Monti di tassare la detenzione di animali domestici. Qualcuno potrebbe dunque pensare che questi malintenzionati si stiano portando avanti, provando a incassare tali gabelle pur non avendone diritto. Nulla di tutto questo, per il semplice fatto che la notizia della “Fido-tax” (così qualcuno s’è affrettato a ribattezzarla) è una bufala. Già che ci siamo, quindi, burloneria per burloneria, consigliamo a chi riceverà nelle prossime ore una chiamata dal tenore appena descritto, di rispondere, non prima di avere avvertito le forze dell’ordine: “Possiedo due doberman e tre rottweiler!”. Vediamo se a qualcuno passa la voglia…

di Giovanni Giordani

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