Cremo, rimboccati le maniche

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Ancora una volta gli episodi hanno penalizzato la squadra, che a Lanciano avrebbe meritato di più
Idem come sopra. La Cremonese esce nuovamente con le ossa rotte dal posticipo del lunedì sera e vede complicarsi, e non poco, la corsa ai playoff. Anche sul campo di Lanciano i grigiorossi sono stati penalizzati dagli episodi, ma stavolta una tiratina d’orecchie ci sta. Il rigore conquistato da quel “fenomeno” di Chiricò (l’unico che andava marcato e raddoppiato e invece a tratti ha preso le sembianze di un Messi versione Lega Pro...) è a dir poco dubbio: Cesar non brilla in furbizia nel muovere il piede verso l’avversario proprio sul limite dell’area, sta di fatto che il contatto è impercettebile e soprattutto fuori area, dove invece il furbo Chiricò finisce il suo tuffo plastico. Un rigore forzato d’accordo, esattamente come quello che avrebbe voluto Coralli nell’area avversaria ed esattamente come l’ipotesi di gol non concesso alla Cremo nel finale, quando i difensori del Lanciano hanno rinviato la palla prima che varcasse la linea di porta. Tutti episodi che hanno condizionato la gara sui taccuini, ma sul campo è pesata molto di più l’ammonizione in avvio di gara a Pestrin e la scarsa cattiveria dei grigiorossi, i quali, episodi a parte, non hanno certo convinto come nelle occasioni migliori. A tenere su la baracca ci ha pensato il solito Possanzini (e pensare che abbiamo anche dovuto metterlo in prova per qualche settimana prima di capire che poteva fare la differenza più di ogni altro dei nostri attaccanti...) e stavolta anche Alfonso, che dopo il primo gol evitabile, ha salvato il 3-1 nel finale con una parata che vale quasi quanto un gol.

A quel punto la partita sarebbe stata chiusa e invece c’è stato spazio fino alla fine per il 2-2 sfiorato da Riva, che ha lasciato l’urlo strozzato in gola. Così, mentre il Trapani allunga prepotentemente per la B, noi dovremo sputare sangue per cercare di qualificarci alla griglia dei playoff dalla quale al momento siamo esclusi. A mister Brevi, che domenica prossima non avrà nuovamente Pestrin, il compito di trasmettere alla squadra la voglia di crederci fino in fondo, con la giusta dose di tensione, orgoglio e consapevolezza nei propri mezzi che questo gruppo deve avere. A Lanciano, onestamente, non ci è parso che dalla panchina sia arrivata quella marcia in più che in situazioni complicate come quelle, può rivelarsi determinante per tenere caldi i cuori fino all’ultimo secondo. Serve crederci sempre e fino all’ultimo.

di Matteo Volpi

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