Polizia: in pensione a 70 anni mette a rischio la sicurezza?

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Hanno manifestato anche a Cremona, lo scorso lunedì, i sindacati di polizia Silp-Cgil, Siap, Coisp e Anfp. Un presidio e un volantinaggio davanti al Palazzo della Prefettura, contro la proposta avanzata dal governo Monti di innalzare l’età pensionabile di 3 anni per le pensioni di vecchiaia, nonché di eliminare tout court gli anni figurativi, di fatto innalzando l’età media dei poliziotti italiani che già oggi sfiora, ma supererà a breve, i 47 anni. Sotto gli striscioni sindacali, i rappresentanti cremonesi dei sindacati di polizia (Siap, Silp/Cgil, Coisp, Anfp, Osapp, Sinappe, Cgil/Fp, Penitenziari, Forestali e Vigili del Fuoco, Usppi, Confsal Esindir Ugl Vvff) hanno manifestato in corso Vittorio Emanuele, come è successo davanti a tutte le Prefetture del Paese. «Elevare l'età media degli operatori di polizia - ha sottolineato Guido Ettari del Silp di Cremona - significa creare indubbie ripercussioni sull'operatività del servizio, il tutto a danno della sicurezza dei cittadini. L'attività degli operatori di polizia - ha proseguito il sindacalista - gravata da costanti sacrifici tesi a garantire l'efficacia dei servizi di sicurezza e il mantenimento dell'ordine pubblico, richiede un'alta professionalità e competenze specifiche che mal si conciliano con le misure previdenziali che il governo intende adottare ». Il governo agisce diversamente da quanto aveva dichiarato, ovvero di «tutelare la specificità degli operatori del comparto», prosegue Ettari. «Adesso sembra che stia ritornando sui loro passi ma lo stato di agitazione rimane alto, perché non è possibile eludere uno stato di specificità per il settore delle forze dell’ordine». Ragion per cui, «se l’esecutivo continuerà a far finta di non capire, le azioni di protesta sul territorio si moltiplicheranno fino ad estendersi anche ad una serie di manifestazioni a livello nazionale».

Quella di lunedì infatti (di ieri su gran parte del territorio nazionale) «è la prima di una serie di manifestazioni per la tutela della specificità in materia previdenziale la quale si riflette indissolubilmente sui livelli di efficienza ed efficacia degli apparati di polizia e soccorso pubblico, indispensabili per garantire la sicurezza dei cittadini. Per le sigle sindacali oggi in piazza, è necessario che, in tempi brevissimi, si dia corso al confronto con il Governo, preannunciato dallo stesso Ministro Fornero». «Il punto è - conclude Ettari - che le forze dell'ordine non costituiscono un normale settore pubblico ma appartengono al comparto sicurezza. I suoi operatori, togliendo la specificità, vengono inquadrati come normali mpiegati quando non lo possone essere: svolgono servizi di controllo e pattugliamento, intervengono situazioni pericolose come rapine e scontri a fuoco, per non parlare di molte difficoltà a livello familiare per la vita che fanno. Manca una strategia per il welfare che ci metta al passo con gli altri paesi europei».

di Michele Scolari

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