Calcioscommesse, a fine aprile i primi deferimenti della procura federale

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Sono attesi entro la fine di aprile i primi deferimenti da parte della superprocura federale guidata da Stefano Palazzi, lasciando presagire che si potrebbero celebrare i primi processi già verso la fine della stagione sportiva 2011-2012.

Intanto a Cremona gli accertamenti predisposti nei mesi scorsi dal procuratore Roberto Di Martino e dal gip Guido Salvini nell’ambito del terzo filone dell’inchiesta hanno dato riscontri positivi, convalidando quei «nuovi sviluppi» annunciati a Roma dal capo della Polizia Manganelli alcune settimane fa. Nelle mani dei magistrati cremonesi nomi e cognomi fatti dai giocatori che hanno collaborato, come Gervasoni, Masiello e Carobbio. Proprio l’ex grigiorosso avrebbe parlato di ben 46 partite coinvolte, tra vecchie e nuove, alcune delle quali risalenti a campionati addirittura prima del 2009. Contestualmente, dal colloquio di giovedì tra il procuratore Di Martino ed il collega cantonale di Lugano, Nicola Corti, sono emersi altri particolari positivi in merito a movimenti bancari e conti correnti di alcuni indagati.

E, sul fronte dell’est, mentre mercoledì è atteso a Cremona dalla Croazia l’arrivo di Saka e Ribic (latitanti dal 19 dicembre 2011), Hristyan Ilievski ha cantato ancora, dopo l’intervista rilasciata a Repubblica, stavolta ad Agorà, su Radiotre. «Alcuni presidenti vogliono fare soldi a fine campionato e anche alcuni giocatori» ha dichiarato l’ex agente della polizia macedone, affermando di essersi recato a Roma «per avere informazioni su Lazio-Genoa perché eravamo alla fine del campionato, alcune persone mi avevano detto che l'accordo prevedeva che la Lazio andasse in Champions League e che il Genoa dovesse perdere», ma senza riuscirci e senza incontrare «né Mauri né Sculli». «Gervasoni? l’ho incontrato una sola volta! - prosegue Ilievski - Bellavista? L'avrò visto due o tre volte! Bressan, prima che alla fiorentina giocava col chiasso, lo conosceva Gegic... erano tutti scommettitori e cercavano di fare soldi facili tutte le settimane. Parliamo di affari, non di mafia! Loro cercavano di barare un pochino, chiedevano in giro, si puntava, a volte si vinceva, a volte si perdeva. Io lo dissi a Gegic: basta contatti con questi giocatori, spegni il telefono, lui ha cambiato numero e loro lo hanno ritrovato attraverso skype. Tutta questa storia è come un grande pallone, ma presto si sgonfierà». O si gonfierà. Perché nel complesso, l’inchiesta resta aperta e si arricchisce ogni giorno con nuovi elementi che potrebbero mettere in dubbio la regolarità di parecchi tornei.

di Michele Scolari
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