Cna: «Occorre sostenere le imprese»

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La trattativa sul mercato del lavoro che si sta svolgendo in queste settimane e che segnerà un importante punto di svolta per il mondo del lavoro e del commercio vede Rete Imprese Italia e la Cna impegnate in prima persona nella difesa degli interessi delle imprese rappresentate. La Cna condivide il percorso verso una maggiore flessibilità in uscita per le imprese con più di quindici dipendenti. Ritiene necessario un adeguamento della regolamentazione italiana ai principi generali presenti negli ordinamenti degli stati dell'UE, ma sottolinea la necessità che non vengano introdotte modifiche di alcun tipo per le imprese al di sotto dei quindici dipendenti. Per tali imprese si devono, pertanto, mantenere le regole oggi presenti. Il Governo ha rassicurato le organizzazioni sull'intenzione di andare verso un aumento della flessibilità in uscita che non comporti modifiche della normativa per le imprese fino a quindici dipendenti. Al centro, inoltre, il tema della flessibilità in entrata nel mondo del lavoro, per favorire l'aumento dell'occupazione e in particolare di quella giovanile, attualmente ai massimi storici in Italia dal 2004. La Cna ha sottolineato, fin dall'inizio, l'esigenza di intervenire sulle modalità di ingresso nel mercato del lavoro senza appesantire gli oneri a carico delle imprese sia per quanto riguarda i costi che per quanto riguarda gli adempimenti burocratici. La Cna concorda dunque con le tante associazioni che hanno sottolineato come si stia andando incontro al rischio di costi troppo elevati per le imprese da sostenere in relazione ad ogni singolo dipendente.

L'associazione si dichiara a favore dell'apprendistato quale prevalente sistema di ingresso nel mondo del lavoro, purchè vengano confermati contratti a termine, part-time e tutte le forme di accesso che hanno permesso sia l'aumento dell'occupazione che una maggiore flessibilità. Vanno combattute le forme di abuso di tali strumenti senza però introdurre difficoltà ulteriori nella gestione dal rapporti di lavoro. Per quanto riguarda gli oneri a carico delle imprese per la nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego (ex indennità di disoccupazione) la Cna ha portato avanti una battaglia importante per evitare che venissero aumentati i contributi di disoccupazione per i lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato. Il Governo ha rassicurato le parti sociali che i contributi attuali non verranno modificati. Gli oneri ulteriori per il finanziamento della nuova Aspi, prevista quale unica forma sostitutiva dei precedenti ammortizzatori sociali, deriveranno esclusivamente dai maggiori contributi previsti per i contratti a tempo determinato e dall'indennità pari a un massimo di 0,5 mensilità annuali (per un massimo di tre anni) sui licenziamenti non configurabili come dimissioni o giusta causa.

Rimangono aperte e sono oggetto di discussione in queste ore la riforma degli ammortizzatori sociali e il ruolo conseguente che la bilateralità dell'artigianato deve avere nella gestione del nuovo sistema della cassa integrazione. La Cna ha portato avanti, su tutti i tavoli e a tutti i livelli, una battaglia tesa ad evitare che l'esperienza maturata nel corso degli ultimi decenni possa essere messa in discussione con pesanti ricadute sul funzionamento dell'intero sistema dl relazioni sindacali dell'artigianato. Il Governo ha preso atto delle posizioni espresse e il confronto sta ancora proseguendo in queste ore che sono ore decisive per il futuro del mondo del lavoro e delle nostre imprese.

dalla redazione

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