Crema - Neanche un euro al tribunale

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Il tribunale di Crema costa al Comune 350.000 euro circa l’anno. Una spesa difficile da mantenere con le difficoltà di anno in anno sempre più pesanti per i bilanci dei comuni. Il governo ha recentemente indicato un programma di chiusura dei tribunali cosidetti minori, da intendersi quelli non capoluogo di provincia. Impensabile quindi chiedere allo Stato di intervenire con ulteriori contributi a sostegno del nostro presidio giudiziario. In attesa di ulteriori ipotesi come quella dell’ampliamento dell’assetto territoriale con riferimento al territorio di Treviglio, attualmente sezione staccata del tribunale di Bergamo, sarebbe importante che tutti i Comuni del cremasco potessero prendere in considerazione la compartecipazione alle spese della struttura. Nello scorso novembre la Consulta dei sindaci cremaschi ha esaminato la questione della salvaguardia del tribunale, parlando di sensibilizzazione dei cittadini, di proposte migliorative… ma senza nessun impegno diretto preciso. La scorsa settimana il tribunale ha presentato la propria «Carta dei servizi», cioè l’elenco di tutte le attività del tribunale, fra le quali molte sono di interesse preciso per le stesse attività dei Comuni.

L’invito era stato esteso ai sindaci del territorio, ma l’unico presente è stato Gian Pietro Denti, sindaco di Ripalta Guerina, nella sua veste di presidente della Consulta dei sindaci. Domanda: i Comuni cremaschi, perlomeno quelli limitrofi alla città di Crema, sarebbero disposti a mettere delle loro risorse economiche a disposizione per garantire la continuità di una istituzione che dura dal 1797 ? Ci è parso giusto rivolgere la domanda anzitutto a Gian Pietro Denti. «E’ noto a tutti che i Comuni se la passano male; il taglio delle risorse è stato pesante, l’Imu non ci darà alcun vantaggio; impensabile quindi chiedere ai Comuni di mettere a disposizione risorse economiche che non riguardino direttamente la loro comunità, i suoi bisogni, le sue esigenze primarie. Se rivolgessi in Consulta questa domanda so già in anticipo di dovermi aspettare purtroppo una risposta negativa». Virgilio Venturelli, sindaco di Madignano, è sempre attento e propositivo per le questioni riguardanti il territorio: «Se Crema insiste nel chiedere senza mai dare, la risposta sarà sempre un no.

Mi spiego: ho domandato al comune di Crema di completare sul suo territorio la ciclabile in costruzione dal mio Comune verso la città: nessuna risposta. Ho proposto convenzioni con Crema per gestire assieme alcuni servizi amministrativi: nessuna risposta; il MioBus continua a muoversi all’interno delle mura di Crema…». «Il tribunale» continua Venturelli, «è un servizio a valenza territoriale, sarebbe giusto prenderlo in carico all’interno di una dimensione più ampia che non siano i confini della città, ma questo sarebbe possibile se ci trovassimo di fronte ad una città aperta, ad una città che fa del proprio essere capocomprensorio una politica precisa. Così non è; almeno così non è stato da qualche anno a questa parte. Se non è la politica amministrativa di Crema ad essere sensibile a questo, è impensabile che lo siano i piccoli comuni». Doriano Aiolfi è il sindaco di Bagnolo e svolge la professione di avvocato, quindi sul tema ha una particolare sensibilità. «Il problema del tribunale di Crema è una questione di qualità del servizio; se la si mette sul piano della quantità l’ abbiamo già perso. Dalla nostra parte abbiamo la specificità del territorio, la sede di Cremona troppo lontana… ». Disponibilità dei Comuni a sostenere economicamente il servizio del tribunale? «Risorse troppo scarse per i bilanci comunali e normativa chiara: l’onere di farsi carico delle spese, oltre che allo Stato, spetta al Comune dove si trova il palazzo del tribunale».

di Tiziano Guerini

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