Provaci ancora Vanoli Braga

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Questo campionato bellissimo quanto in equilibrio, sia ai vertici che in coda, che procede spezzettato tra anticipi e recuperi, vede sempre la situazione in evoluzione. Si diceva di anticipi e recuperi, infatti in settimana Pesaro ha battuto Cantù, in un recupero della gara rinviata a suo tempo per il maltempo, mentre la Vanoli Braga aveva anticipato giovedì scorso (perdendo a Siena) per dar spazio ai campioni di preparare lo scontro di Eurolega. La domenica “normale” ha visto soffrire Milano con Caserta e Cantù con Roma, pur se entrambe vincenti all’ultimo a riconferma, nel caso in cui ve ne fosse bisogno, dell’equilibrio regnante anche tra squadre di vertice ed altre meno dotate. Fidando su queste considerazioni, anche la Vanoli Braga conta di potersela giocare con l’Armani Milano domenica al PalaRadi alle 18.15. Sarà certamente durissima, perché Milano è squadra di grande consistenza fisica, di ottime individualità, forse non ancora capace di rendimenti di altissimo livello in continuità sul medio-lungo periodo, anche nell’arco dei 40’ di gara. Indubbiamente l’arrivo dell’americano Bremer, soltanto da febbraio integrato nel gruppo, ha alzato il livello della compagine di Sergio Scariolo per quel che riguarda ordine e pericolosità nell’offendere, così come il rendimento del lungo greco Bourusis è andato migliorando in maniera esponenziale. Ma l’Armani ha un roster impressionante, con campioni celebrati come Hairston (ex Siena), Fotsis, Cook, Mancinelli (neo capitano della squadra nazionale), l’indomito combattente Mason Rocca ed i giovani ma promettentissimi Melli ed Alessandro Gentile.

Davanti a tanto talento, cosa deve sperare la Vanoli Braga?

Innanzitutto di provare a giocare una grande partita, senza pause e con grande intensità, sperando nel contempo che la breve trasferta dei milanesi li porti a credere ad una “gita fuori porta” con merenda finale, senza dover lavorare troppo e risparmiare energie. La truppa di Caja purtroppo deve lamentare ancora una volta la condizione fisica non ottimale di Tusek e pertanto la sofferenza aumenterà sotto i tabelloni, ma non solo: il tiro dalla lunga di Marko sarà un’arma in meno tra quelle a disposizione di Milic e compagni. E’ un vero peccato che capitino questi guai, perché in un organico già un po’ ridotto, l’assenza di una pedina importante toglie grandi opportunità al complesso. Con queste premesse, torniamo a dare un ruolo importantissimo (e lo merita) al grande pubblico cremonese, ultimamente molto vicino agli uomini in campo e completamente cosciente dell’importanza di tenere per mano i proprio beniamini, nel momento decisivo della stagione, in cui ci si gioca la riconferma in serie A, in concorrenza con avversari agguerriti come Teramo e Casale (per fortuna quest’ultimo staccato di 4 punti in classifica). I due punti in palio sono di importanza fondamentale e la loro eventuale conquista darebbe nuovo slancio e vigore sia perché presi ad una delle migliori squadre del torneo, sia perché forse nessuna delle squadre di bassa classifica riuscirà a tanto in avvenire, ora che impazza la lotta per un posto di rilievo nella griglia dei playoff.

di Giovanni Zagni

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