Ora al Pergo serve chiarezza

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Tanto tuonò, che piovve. Stanchi delle numerose promesse da marinaio (ormai datate) e mai mantenute (Romondini dixit), provati da mesi di lavoro non remunerati, sfiniti da affitti di case saldati in ritardo oppure addirittura non pagati, venerdì scorso i giocatori del Pergocrema, attivando il sindacato di categoria (Aic), hanno messo in mora la società. E adesso sono cavoli amari per il maggiore sodalizio cittadino. Per la cronaca, sul campo la rosa allenata da mister Fabio Brini allo stadio Voltini è incappata in un grigio pareggio (0-0) dinanzi alla nobile decaduta (ed in crisi economica) Triestina. Ma questa è un’altra storia, adesso a tenere banco è la triste attualità finanziaria, una situazione che nel medio-lungo periodo non promette nulla di buono, ma mette tanta malinconia che profuma di pericolosa incertezza.

Il presidente Sergio Briganti, intanto, finalmente ha ammesso i problemi e la difficoltà oggettiva in cui versa il sodalizio cremasco. Tra l’altro Briganti (è finito il periodo del bluff?), ammettendo il periodo negativo, oltre ad aver scoperto l’acqua calda ha rotto l’inutile silenzio stampa (si sente l’assenza del grande e bravo Claudio Falconi al ministero delle comunicazioni gialloblù) imposto sabato scorso dallo stesso management di viale De Gasperi. Mah! Nonostante i debiti e la recessione, sul rettangolo verde (aspettando le inevitabili nuove penalizzazioni ed i contraccolpi psicologici per il momento), la classifica “canarina” fortunatamente sorride:. Complimenti ai calciatori ed allo staff tecnico e domenica occhio all’insidiosa trasferta in casa della capolista Trapani. Ma naturalmente, in città, a far discutere è la preoccupazione in merito al futuro dell’intramontabile Pergolettese: è inutile negare l’evidenza, stavolta rischia assai il sodalizio “canarino” ed è commovente e lodevole l’iniziativa intrapresa dal “Popolo Cannibale”, per smuovere le acque ed abbozzare un’ipotesi d’azionariato popolare. In questo momento al Pergo non servono telefonate ad illustri ex che non ritornano, sparate elettorali, lettere a Babbo Natale od improbabili incontri spot con le forze economiche autoctone. Il Pergocrema ha bisogno innanzitutto di chiarezza, ergo, il signor Briganti serenamente si sieda intorno ad un tavolo con Antonio Agazzi, Stefania Bonaldi (ma che fine ha fatto il sindaco Bruttomesso?), l’assessore Maurizio Borghetti, Max Aschedamini, con una rappresentanza della tifoseria, con Beppe Fontanella, Adriano Cadregari, Ilario Tommasi e con Agostino Alloni e apra una volta per tutte, senza ipocrisia e giochi di parole, i libri contabili per chiedere aiuto e discutere concretamente il futuro. Urge sostanza, basta con la categoria a tutti i costi e l’apparenza.

di Stefano Mauri

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