Asfissiate dal gas, il dna di Iori solo sul tappo di uno dei fornelletti

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Il codice genetico di Maurizio Iori, il primario oculista accusato di aver prima narcotizzato e poi ucciso con il gas butano la loro compagna, l’impiegata 42enne Claudia Ornesi, e la figlioletta Livia di due anni e mezzo, sarebbe presente solo sul tappo di uno dei fornelletti. Lo ha stabilito la consulenza biologica firmata da Roberto Giuffrida, del Gabinetto regionale di polizia scientifica di Milano. Dall’analisi di tutti gli oggetti rimasti sul macabro scenario di morte nell’appartamento di via Dogali la sera dello scorso 20 luglio, risulta che solamente uno porta impressa la traccia genetica di Iori. 
Per contro, complicando non poco il quadro, il profilo genetico della Ornesi sarebbe stato rinvenuto su una delle quattro bombolette da campeggio (commisto a quello della figlioletta), su di un blister dello Xanax (il tranquillante con 95 pastiglie del quale secondo l’accusa sarebbero state stordite madre e figlia), e sul collo di una bottiglia di acqua minerale. Sarebbe il tappo di uno dei fornelletti da campeggio invece l’unico oggetto a portare il codice genetico del primario oculista, commisto a quello di Claudia Ornesi: unico punto sul quale la consulenza dell’accusa diverge da quella della difesa. Soddisfatto l'avvocato Marco Giusto, legale del primario sotto accusa assieme a Cesare Gualazzini: «Riteniamo il responso di questa consulenza scagionante per il nostro assistito. Attribuiamo molta importanza alla presenza del profilo biologico di Claudia Ornesi sul collo della bottiglia. Quello di bere direttamente dalla bottiglia è un atto che nessuno compirebbe a tavola in presenza di un ospite, sia pure un familiare o una persona con cui si è in intimità. É chiaro che questo deve essere avvenuto in un momento diverso, successivo alla cena».

di Michele Scolari

 

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