Primavera, tempo di allergie

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Starnuti, naso chiuso, difficoltà respiratorie: l'arrivo della primavera per molte persone è un vero e proprio incubo, in quanto coincide con l'acuirsi delle allergie da polline. «Siamo proprio ora nella fase iniziale della stagione delle allergie» spiega Mauro Parpanesi, direttore dell'Unità operativa dell'Azienda ospedaliera di Cremona. «I primi a diffondersi sono i pollini di betulla, nocciolo e ontano. Ultimamente si sta diffondendo molto anche il polline di cipresso, che prima non era così diffuso». Qualche dato sulle allergie? «Nel mondo ci sono circa 300 milioni di asmatici e 400 milioni di persone con rinite allergiche. In Italia si stima che il 7-8% della popolazione soffra di allergie. Nel 2020 si presume che un bambino su due soffrirà di allergie respiratorie ». E' vero che le allergie sono aumentate? «Si. Dipende dal cambiamento degli stili di vita a cui abbiamo assistito in questi ultimi decenni. Cinquant'anni fa i bambini erano abituati a giocare all'aperto e a mangiare cibi non perfettamente conservati. Oggi invece si vive in ambienti sempre più sterili, e ciò ha cambiato la flora batterica intestinale. Questo comporta che il sistema immunitario non è più occupato a dover combattere i germi presenti nell'ambiente, e quindi rivolge le sue forze a sostanze che sarebbero innocue, come accade per le allergie. E' dimostrato che i bambini cresciuti in campagna corrano meno rischio di contrarre allergie rispetto a quelli che hanno sempre vissuto in città». Qual è il ruolo dell'inquinamento? «Le polveri sottili portano ad aumentare la sensibilità nei confronti degli allergeni, e contribuiscono a irritare le vie respiratorie. 

Lo dimostra anche il fatto che le zone con maggior concentrazione di allergici sono quelle occidentali, e l'Italia in particolar modo. E' dimostrato, inoltre, che nelle grandi città i bambini che vivono in appartamenti più vicini alla strada rischiano maggiormente l'asma rispetto ai loro coetanei che abitano ai piani più alti. Un'altra prova che una delle maggiori cause è lo stile di vita è il fatto che molti immigrati hanno iniziato a soffrire di allergie dopo essersi trasferiti in Italia». Come influisce il clima? Il fatto che abbia piovuto poco può portare a una recrudescenza delle patologie? «Si, perché pollini e polveri sottili rimangono sospesi nell'aria invece che essere trascinati a terra dalla pioggia. Tra l'altro il clima caldo e secco potrebbe portare a un ulteriore peggioramento, in quanto le piante che rilasciano il polline potrebbero aumentare il periodo di fioritura. Allo stesso modo anche le polveri sottili restano più a lungo nell'aria. Inoltre viviamo in ambienti sempre poco areati, in cui è più facile che crescano muffe e acari, anch'essi portatori di allergie. Infine non dimentichiamo l'effetto serra e il riscaldamento globale, che prolungano il perdurare dei pollini nell'aria: è stato dimostrato che negli ultimi dieci anni il periodo di permanenza della parietaria si è allungato di oltre 100 giorni». 

Qual è il rapporto dei problemi allergici con l'asma? «Il 20% dei rinitici diventa asmatico, e l'80% degli asmatici soffre anche di rinite allergica. L'asma allergica si scatena a causa dei fattori allergici: queste sostanze, aspirate, possono provocare reazioni allergiche infiammatorie, che portano a un broncospasmo e quindi a crisi respiratorie. L'asma, inoltre, è una patologia che può anche essere scatenata da fattori non allergici, come sforzi fisici, inalazione di polveri irritanti, da farmaci o da sostanze che sono presenti sul posto di lavoro (asma professionale)». E' vero che le allergie respiratorie possono essere connesse ad alcune allergie alimentari? «Certo. C'è una reazione crociata tra pollini e certi alimenti. Ad esempio la betulla e il nocciolo si combinano alla sindrome orale allergica in caso di ingestione di finocchi, albicocca, ciliegie, frutta secca, mela, pera, pesca, sedano e altri alimenti. La sindrome orale allergica è una reazione della mucosa orale, caratterizzata da gonfiore della lingua, delle labbra e da difficoltà di deglutizione e presenza di vescicole. Tuttavia trattandosi di allergie alimentari deboli, non hanno gravi ripercussioni sulla vita del paziente». E le allergie possono portare conseguenze gravi? «Normalmente no, anche se i sintomi sono fastidiosi e spesso invalidanti. La patologia più grave può essere l'asma che non è perfettamente controllata dalla terapia, con crisi dispnoiche importanti. Tuttavia se ben curata non porta eccessivi problemi, tanto che ci sono atleti agonistici che soffrono di queste patologie, ma esse non precludono loro lo svolgimento dell'attività sportiva». Abbiamo parlato di pollini. Quali sono i prossimi "nemici", con il procedere della stagione? «Verso la fine della primavera arriveranno le graminacee, la parietarie e l'olivo - quest'ultima un'allergia emersa di recente, a causa della massiccia coltivazione ornamentale di tale pianta. Nel periodo di settembre e ottobre tocca invece

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