Vanoli Basket, patrimonio da salvare

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Reduce da un successo storico ed emozionante nell’ultimo turno di campionato di serie A, contro la corazzata Emporio Armani Milano, la Vanoli Braga Cremona continua a scatenare la passione per il basket dei cremonesi, mai sazi di sport ad alto livello. C’è però un risvolto della medaglia che sta preoccupando e non poco i sostenitori biancoblu: quale sarà il destino di questa società? Se la salvezza nel campionato di serie A sembra quasi acquisita, appare molto più cupo  il futuro societario, soprattutto dopo l’abbandono dell’ex patron Secondo Triboli, proprietario del 60% delle azioni e protagonista della scalata dalla B2 alla massima serie. Leadership passata dunque nelle mani di Aldo Vanoli, il quale sta traghettando la squadra a grandi risultati, ma che nel frattempo ha lanciato un appello: servono nuovi capitali per proseguire l’attività ad alto livello. Appello, però, a quanto pare caduto nel vuoto, o meglio, respinto dal Comune al mittente con un secco: «Non siamo l’ufficio marketing della società». Incertezza sul futuro che mette in apprensione gli appassionati, vere vittime di questa situazione. Cosa fare dunque per salvaguardare una realtà che ormai da anni dà lustro alla città? I tifosi interpellati hanno provato ad esprimere idee, opinioni e proposte che possano dare soluzioni.

Si va da Gianni, tifoso sulla sessantina, a Luca giovane appassionato dei biancoblu, che hanno un unico messaggio: «La Vanoli Braga deve rimanere a Cremona, perché è un patrimonio della città». Un’affermazione tutt’altro che campata in aria, anzi volta a scongiurare l’ipotesi, circolata in questi giorni, di possibili investitori che potrebbero “scippare” la squadra portandola lontano da Cremona. Una prospettiva che anche Stefano Raglio, appassionato tifoso, spera di scongiurare: «Sarebbe un peccato, dopo tanti anni di sacrifici fatti da parte della società e dopo aver avuto così tanto successo fra la gente, che tutto ciò finisse. Serve un progetto duraturo e non sottoscrizioni popolari, che risolverebbero solo provvisoriamente il problema». Come Luigi, che ribadisce: «Improponibile l’azionariato popolare. Qui non avrebbe seguito». Affermazioni che Mario condivide, aggiungendo: «La Vanoli Basket è Cremona e nuovi sponsor devono salvarla». Più dura invece Annalisa, tifosissima da anni della squadra di mister Caja, che si fa portavoce dei suoi “colleghi” del tifoso organizzato: «E’ ora che gli imprenditori cremonesi si sveglino e che creino una società importante per poter mantenere questa bella realtà sportiva a Cremona, perchèé è qui che è partito il sogno della serie A». Sulla stessa linea è Aldo: «Nuovi capitali devono entrare, non possiamo permetterci la perdita di una ricchezza così importante per la città».

Pessimista, invece, è Alessandro Ronca, uno dei soci fondatori della JuVi Cremona, gloriosa società di basket mai dimenticata dagli appassionati di questo sport: «La pallacanestro a Cremona ha tifosi preparati, ma purtroppo i capitali non ci sono. Siamo una terra di agricoltori non disposti ad investire denaro nel basket; la mia speranza è che non succeda, ma è probabile che la Vanoli Basket sia destinata ad essere assorbita».  Tifosi, appassionati e cremonesi in generale, sembrano comunque tutti in sintonia nel lanciare un appello agli imprenditori di Cremona e non, per salvare un patrimonio della città, in modo che le tribune del PalaRadi, per molti anni ancora, possano esplodere di gioia per un canestro delle aquile biancoblu.

Federico Contini

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