L’Italia coloniale in una mostra didattica

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Fino al 7 aprile, presso la biblioteca statale di Cremona, è allestita la mostra didattica “L’Italia coloniale da Vittorio Bottego alla Libia”. La mostra, curata dall’Istituto Risorgimento della provincia Cremona e dalla biblioteca statale, con il contributo del Rotary Club Cremona Po, si sviluppa in quattro momenti importanti per la storia italiana: la campagna nel Corno d’Africa di fine Ottocento (che si concluderà con la disfatta di Adua), la conquista della Libia nel 1911-12, la figura dell’esploratore e comandante Vittorio Bottego e il capitolo dei grandi esploratori dedicato al ricordo del più importante esploratore cremonese Cesare Calciati. La documentazione esposta è inedita ed è stata concessa, per l’occasione, dal dottor Eugenio Poletti de Chaurand, discendente del generale Felice de Chaurand comandante della III Divisione Speciale in Libia nel 1912 e fondatore del primo Servizio di Intelligence italiano. Tra i pezzi più significativi esposti troviamo il diario manoscritto del generale Felice de Chaurand, alcune carte sottratte ai libici e materiale fotografico inedito. A livello di cimeli, un contributo importante è dato dall’Istituto per il Nastro Azzurro tra combattenti decorati al Valor Militare, che ha prestato per l’occasione il tricolore issato dalla truppe italiane dopo la conquista di Mergheb (28 febbraio 1912) e il berretto con fascia dell’ammiraglio Enrico Millo, colui che forzò lo Stretto dei Dardanelli nella notte tra l’8 e il 9 luglio 1912. Ricordiamo, inoltre, le foto originali di Vittorio Bottego con una lettera autografa, gli atti parlamentari in originale dal 1890 al 1896 e 2 scudi di ras abissini risalenti alla battaglia di Adua, prestati dallo studioso Manlio Bonati dell’Isri di Parma. La figura dell’esploratore Cesare Calciati è presentata attraverso l’esposizione di materiale fotografico in originale proveniente da collezioni private, riguardante le esplorazioni in Himalaya e in Africa e da numerosi libri scritti dallo stesso Calciati sulle esplorazioni da lui condotte, nonché da un ritratto dello stesso.

Federica Ermete

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