Tamoil, il pm chiede l’inserimento del Comune tra le parti civili

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«Che sia dato avviso al comune di Cremona della prossima udienza con allegata richiesta di rinvio a giudizio, essendo prospettabile la qualità in capo a tale ente territoriale di persona offesa». E’ la richiesta inoltrata stamattina dal pm Fabio Saponara nel corso della prima udienza preliminare del processo Tamoil (la prossima è fissata per il 7 giugno), nell’ambito dell’inchiesta che vede coinvolti cinque imputati per i quali è stato chiesto il rinvio a giudizio: un libico, un libanese e tre italiani, dirigenti della Tamoil tra presidenti e componenti del consiglio di amministrazione dal 1999 al 2007. Per loro l’accusa è avvelenamento delle acque destinate ad uso umano. Tre di questi devono inoltre rispondere di delitto colposo e di disastro doloso per fatti accaduti a Cremona tra il maggio e il giugno del 2008, con l’accusa di non aver previsto la dispersione nell’ambiente di vapori esplosivi e di non aver adottato le idonee misure di sicurezza per aspirare i gas infiammabili dal sottosuolo, gravemente contaminato per la presenza di idrocarburi. Anche se il comune di Cremona non si è costituito parte civile, il pubblico ministero ha chiesto espressamente che venga inserito fra le parti civili. Su richiesta del pm il giudice Guido Salvini ha disposto che sia dato avviso al comune di Cremona della prossima udienza, «essendo prospettabile - scrive il gip - la qualità in capo a tale ente territoriale di persona offesa». Anche 1.800 soci effettivi della società canottieri del Dopolavoro Ferroviario hanno intenzione di costituirsi parte civile, assieme a 26 soci della canottieri Bissolati ed a Legambiente.

mi.sco.

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