Da Crema fino a Venezia, via fiume

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Crema non vuole farsi cogliere impreparata all'evento più atteso del decennio, l'Expo 2015 di Milano. Venerdì sera, il progetto elaborato da Reindustria e dalla società Totem Comunicazioni, per conto del Comune, è stato presentato nella sala concerti dell'ex sede del Folcioni, alla presenza del responsabile delle relazioni istituzionali per l'Expo, Fabrizio Grillo. Gli onori di casa li ha fatti Maurizio Borghetti, assessore comunale con delega all'evento. Accanto a lui, il vice presidente provinciale, Federico Lena, anche lui delegato dal presidente Massimiliano Salini a occuparsi dell'Expo, in qualità di responsabile del tavolo di coordinamento territoriale e il presidente di Reindustria, Giuseppe Capellini. «Non siamo abituati a essere parte di un avvenimento mondiale » ha riconosciuto Capellini, «ma proprio questa nostra inesperienza ci ha fornito lo stimolo giusto per non lasciarci sfuggire quella che si configura come una vetrina eccellente per tutto il territorio. Il progetto, però, potrà vedere la luce solo se ci sarà la collaborazione di tutti. D'altronde, è stato questo il compito svolto da Reindustria nel corso degli ultimi anni: diffondere una nuova cultura imprenditoriale, per dimostrare che da soli non si va più da nessuna parte».

Il progetto al centro del convegno è stato presentato dalla direttrice di Reindustria, Alessandra Ginelli e da Matteo Ventura, anche lui esponente dell'agenzia. Il presupposto parla da sé: per il 2015 sono attese 20 milioni di persone da ogni angolo del mondo e, secondo le stime, ben 800mila di loro dovranno essere ospitate fuori dalla provincia di Milano. «Abbiamo dalla nostra alcuni vantaggi economici», hanno spiegato Ginelli e Ventura, «per quanto riguarda i prezzi più accessibili, rispetto all'hinterland milanese, e culturali: la liuteria, il patrimonio paesaggistico e architettonico. Abbiamo quindi pensato a un viaggio, sfruttando gli antichi percorsi fluviali, che da Crema porti fino a Cremona - dove sarà possibile visitare una bottega di liuteria -, quindi a Casalmaggiore, Mantova, per arrivare a Venezia.

Un progetto che unisce la poesia all'appeal commerciale. Si tratta ora di costruire un pacchetto turistico, che si avvalga del contributo di tutte le categorie del territorio. Ma non vogliamo che rimanga confinato nel periodo di svolgimento dell'Expo. Al contrario, l'obiettivo è quello di inserirlo nel catalogo dei tour operator, in formato modulabile a seconda delle esigenze». Non vengono nascoste le debolezze, rappresentate dalla scarsa ricettività alberghiera, dalla mancanza di infrastrutture adeguate e dalla scarsa caratterizzazione e promozione dei nostri prodotti tipici. Su questo occorrerà lavorare maggiormente, perché la scelta di una località dove soggiornare, da parte dei turisti internazionali, è molto legata alla praticità e alla vicinanza con la sede dell'evento principale Per fortuna, il raddoppio della Paullese è previsto proprio entro quella data. «Milano si attende una media di 150mila visitatori al giorno» conclude Grillo. «Sono numeri importanti perché Milano non è Shanghai. Ecco perché c'è bisogno di iniziative come questa, in cui tutto il territorio, regionale e nazionale, si senta coinvolto e impegnato nel trovare soluzioni che riempiano di contenuti questa Expo. Invito a esplorare le opportunità fornite da bandi, anche europei, e a sollecitare istituti di credito, perché questa è un'opportunità che ha l'ambizione di rilanciare l'economia nazionale per almeno un ventennio ».

di Gionata Agisti

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