Antonio Agazzi: lancia in resta

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Definisce i suoi alleati «reperti ideologici», mezza «armata rossa» e mezza «armata Brancaleone». 

di Tiziano Guerini
Avevano detto entrambi: “Fra di noi sarà un confronto elettorale leale e corretto, siamo troppo simili per esperienza di studi e formazione per non rispettarci a vicenda”. In realtà il confronto elettorale fra il candidato dl centrodestra Antonio Agazzi e quello del centrosinistra Stefania Bonaldi, si è acceso subito alle prime battute. Ha incominciato Agazzi che in due occasioni – la presentazione dei candidati alle primarie del centrodestra, e all’incontro elettorale successivo a casa Benvenuti – ha definito le alleanze politiche della Bonaldi “reperti archeologici” con evidente riferimento alle liste Sel e Federazione della Sinistra a suo sostegno. Non un complimento. Stefania Bonaldi non poteva che rilanciare, collegando la candidatura Agazzi all’esperienza amministrativa uscente della giunta Bruttomesso considerata fallimentare: ne è uscita la definizione di «giunta Bruttomesso- Beretta-Agazzi» per la quale il candidato del centrodestra si è molto risentito, distinguendo il suo ruolo istituzionale di “garante” da quello di candidato sindaco. Ricordo, replica Agazzi a Stefania Bonaldi – vice presidente del consiglio comunale - che il presidente del Consiglio Comunale non è, notoriamente, parte della giunta. Mezza «armata brancaleone» e mezza «armata rossa» ha poi rincarato la dose Antonio Agazzi in riferimento alle nove liste in appoggio alla Bonaldi. «Nove liste in appoggio alla candidata del centrosinistra significano oltre 200 persone coinvolte, con il risultato alla fine – se risulterà vincitore il centrosinistra (cosa che evidentemente non mi auguro) – di 14 consiglieri eletti : mi pare più sintomo di confusione che occasione di partecipazione. Non riesco poi ad immaginare come, eventualmente, sarà possibile governare con un insieme di sigle e di persone così variegato e articolato ». Da ultimo (per il momento) è la questione società partecipate con il mancato versamento al Comune degli utili 2011 della Cremasca Servizi – ben 504.000 euro – a riaccendere le polveri, con Agazzi costretto appunto a dividersi nei due ruoli di “garante” in quanto attualmente ancora presidente del Consiglio comunale, e “di parte” in quanto candidato a sindaco per il centrodestra. Questa la versione Agazzi-presidente del consiglio comunale. «Con riferimento alle dichiarazioni rese dal “duo Bordo-Bonaldi” (sul problema degli utili di Cremasca Servizi da destinare al Comune n.d.r.) sono a precisare, in qualità di presidente del Consiglio comunale, che ho ricevuto - nel tardo pomeriggio di giovedì 22 marzo a uffici comunali ormai chiusi -, da parte del sindaco Bruno Bruttomesso, la richiesta telefonica di convocare la conferenza dei capigruppo consiliari, essendo egli intenzionato a rendere, al cospetto della medesima, dichiarazioni inerenti lo stato dei rapporti tra Comune di Crema e società dallo stesso partecipate. La mattina seguente, venerdì 23 marzo, partiva quindi, tempestivamente, la convocazione dei capi gruppo per mercoledì 28 marzo, alle ore 18.30. Se ne deduce che il sottoscritto non ha perso tempo e che la riunione di mercoledì 28 marzo non appare "tardiva", come afferma Stefania Bonaldi; il fatto, inoltre, che il tema venga affrontato in una conferenza dei capigruppo non può certo rappresentare un atto di "copertura" - come paventa Bordo, capo gruppo Sel - ma, piuttosto, l'esatto contrario: un atto di trasparenza». In aggiunta la versione Agazzicandidato sindaco. «Da candidato sindaco prendo atto, con compiacimento, del fatto che la "collega" portabandiera dello schieramento di sinistra ha maturato la consapevolezza della necessità di revisionare il sistema-partecipate; un sistema, caratterizzato da luci e ombre, di cui il partito e lo schieramento di Stefania Bonaldi - sindaco di Crema era Claudio Ceravolo - sono stati ideatori, costruttori e gestori, senza mai cessare, in seno al medesimo, di rivestire incarichi di responsabilità » La conferenza dei capigruppo ha poi deciso che non ci sarà nessun dibattito in consiglio comunale sulle “partecipate” – già oggetto in passato di aspre discussioni e scontri anche all’interno della maggioranza. I capigruppo hanno rivolto al sindaco la richiesta – accettata – che se ne faccia portavoce lui stesso con una comunicazione approfondita durante il dibattito sul bilancio preventivo. Stefania Bonaldi vuole coerentemente mantenere il confronto sul piano dei contenuti, senza scadere in attacchi personali. “Voglio stare ai fatti» 

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