Le incisioni della Michelazzo nella Casa degli Stampatori

+ 27
+ 27


Fino al 14 aprile, presso il Museo della Stampa - Casa degli Stampatori di Soncino, è allestita la mostra di incisioni “Morso dopo morso” di Margherita Michelazzo. Maria Ferraguti ha avuto modo di dire: «Una mela. Sì, proprio una mela, per l’esposizione grafica di Margherita Michelazzo. Il frutto è la risposta alla sua capacità di sperimentare sempre nuove tecniche in una serie di incisioni, che motivano lo sviluppo di un’affascinante avventura: entrano delle sequenze del frutto prima intero, poi tagliato a metà e quindi in torsolo per emergere da protagonista dalle potenzialità dinamiche in un’architettura immaginaria. I fogli, che si vedono nella mostra a Soncino, ben rivelano l’energia inventiva unita all’espressività intensa di Michelazzo trasmessa oltre all’incisione nel disegno, nell’installazione e nella scultura. Michelazzo ferma l’immagine della mela e la sua evoluzione nel passaggio verso la luce attraverso l’animarsi della grafia. La luce in “La grande madre” procede dal centro del pomo nell’intensità del nero, per variare nelle incisioni attraverso notturne atmosfere tra l’ infittirsi di calibrati segni, fino a risplendere libera nei bianchi torsoli captati, nell’articolata spazialità dell’immagine, in stilizzate candide figure. Il bianco risalta improvviso, abbacinante nello slancio verticale: due impronte solenni di luminosità nel profondo nero , mentre la mela, la grande madre a sinistra divisa a metà, cede luce fra segni d’invenzione, sensibili ad una visionaria espressività... E’ un’effervescenza creativa coinvolgente quella di Michelazzo, espressa nelle potenzialità dei segni e nelle forme, originale nel generare apparizioni stupefacenti via via sempre più dinamiche nel divenire della mela in torsolo. Reinventate presenze del quotidiano avanzano in vibranti sequenze di vani... Esiste poi una svolta nell’opera che accoglie, nello sviluppo orizzontale, l’articolato intreccio tra l’iconografia del frutto e la parola mela: quasi una sfida nell’esito di un’interespressività artistica nel liberare la fantasia».

di Federica Ermete

Segnala questo articolo su