Falso cieco, possibile provenienza della certificazione da una funzionaria Asl ora in arresto

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Si chiama Guiduccia Massolini, ha 51anni e, sino all’arresto giunto il 12 dello scorso gennaio per corruzione e truffa, era impiegata all’Asl di Pavia. Questo l’identikit della fonte dalla quale, secondo alcune indiscrezioni, potrebbe essere stata rilasciata a Stefano V., il finto cieco impiegato alla Direzione Provinciale del Lavoro smascherato nei giorni scorsi dai Carabinieri di Cremona, la certificazione che ne attestava l'inabilità.
La 51enne è indiziata, quale addetta all’ufficio invalidi civili, di aver istruito 135 false pratiche di rimborso per indennità di accompagnamento o per malattie inesistenti, emettendone i relativi ordini di pagamento, e facendosi poi corrispondere parte del denaro dai beneficiari della truffa, e di aver favorito in modo analogo i suoi famigliari. La donna lavora all’Asl di Pavia da oltre una decina d’anni, e risiede in provincia di Pavia. Tra le altre cose, la donna si era inventata si era inventata lei stessa una cecità totale e, non paga dei discreti rimborsi che questa le fruttava, era riuscita a istruire false pratiche pure per la madre (fatta risultare cieca anche lei), per il figlio e per una lunga serie di amici e conoscenti, creando invalidità dal nulla, in cambio di una parte dei soldi che i finti disabili poi ricevevano.
Informazioni che sono comunque in attesa di verifica, mentre proseguono gli accertamenti in corso sulla struttura sanitaria pavese predisposti dall’ordinanza del gip Guido Salvini, volti ad identificare la possibile provenienza dei certificati fasulli.

mi.sco.


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