Il finto cieco scoperto dall’Arma davanti al gip: “Vedo solo luci ed ombre”

+ 28
+ 26


alt
E’ comparso davanti al giudice Guido Salvini nel pomeriggio di ieri Stefano Valenti, il presunto finto cieco agli arresti domiciliari con l’accusa di truffa allo Stato. Valenti si è presentato a Palazzo di Giustizia assieme alla moglie ed all’avvocato Marco Bencivenga.
In un interrogatorio di un’ora circa, il 26enne impiegato come centralinista presso l’Ispettorato del Lavoro ha risposto alle domande del gip e del pm Fabio Saponara. Il giovane ha asserito di utilizzare segnali sonori sia per il computer che per il cellulare, specificando inoltre di vedere “sfuocato”, solamente “luci ed ombre”. Dalle indagini è emerso infatti come Valenti «nello svolgere le proprie mansioni lavorative non mostra alcuna carenza visiva, non mostra alcuna difficoltà di orientamento, si muove senza l'ausilio di alcun supporto (bastone, cane guida, accompagnatore, non usa il display braille (periferica di computer che permette alle persone cieche di leggere attraverso il tatto nel codice braille il contenuto del video) che pure la pubblica amministrazione presso la quale lavora gli ha messo a disposizione e, al contrario, usi strumenti per persone senza alcun tipo di menomazione quali il telefono cellulare e il computer portatile», come si legge nell’ordinanza del gip.
Nel frattempo procedono gli accertamenti disposti dagli inquirenti sulla commissione medica dell’Asl di Pavia che ha rilasciato al vigevanese la certificazione con la quale, dal 2008, questi avrebbe beneficiato di un’indennità di accompagnamento mensile pari a 807,35 euro. Al momento i magistrati escluderebbero collegamenti con Guiduccia Massolini, la dipendente dell’Asl pavese arrestata lo scorso gennaio con l’accusa di truffa e corruzione. La donna infatti, oltre che fingersi cieca lei stessa, avrebbe rilasciato circa 135 pratiche per falsi invalidi. Altri atti sono inoltre stati acquisiti«presso l'ospedale di Vigevano»«confermano che la diagnosi di cecità completa formulata nei confronti del centralinista è del tutto incompatibile con quanto emerso nell'indagine».

Michele Scolari

Segnala questo articolo su