La salute sempre più a pagamento

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Proteste per i rincari sulle prestazioni sanitarie. La Cgil: «Si vogliono scaricare costi e sprechi addosso alle famiglie»

Aumenti dei ticket, introduzione del superticket, possibile compartecipazione anche per interventi chirurgici

Nell’aumento del costo della vita, per i cittadini lombardi c’è anche il maggior costo dei ticket per le prestazioni sanitarie. Se prima si spendevano 36 euro come cifra massima per ogni prestazione, ora la Regione Lombardia, applicando le indicazioni contenute nella manovra del luglio scorso, ha reintrodotto il “superticket” su ogni ricetta (che era pari a 10 euro), addirittura applicandolo in misura variabile, in base al valore della prestazione, fino a un massimo di 30 euro per ogni ricetta. Il risultato è che una semplice spirometria o un esame per la ricerca di allergie costano all'utente ben 66 euro. «In un momento di crisi come questa, in cui i prezzi lievitano in modo impressionante, l'incremento di costi anche nella sanità fa preannunciare un 2012 decisamente non positivo» spiega Luca Curatti, responsabile di Assoutenti Cremona. «Basti pensare che si prevede che ogni famiglia spenda 140 euro in più all'anno per la salute. Toccare la sanità significa toccare le famiglie nel loro punto debole, ossia il diritto alla salute. Anche perché la gente non va in ospedale o a fare analisi perché non ha niente di meglio da fare, ma perché ha problemi seri». Ma non basta: per quanto riguarda la proposta del ministro alla Sanità Balduzzi di introdurre un ticket anche sui ricoveri ospedalieri, «credo sia vergognoso appoggiare una politica di questo tipo, soprattutto di fronte a una crisi come questa. Un problema non da poco è anche quello dei farmaci: se infatti in generale i prezzi non sono cambiati molto, quelli che sono passati da una fascia mutuabile ad un'altra, che è invece a carico dei cittadini, hanno avuto aumenti fino al 1.200%» spiega Curatti. Insomma, una situazione pesante, se non insostenibile, tanto che le associazioni dei consumatori stanno pensando di valutare un'azione condivisa. «Non si può colpire la famiglia in questo modo, proprio nel momento del dolore. E non è concepibile che questo Governo non si interessi minimamente di queste problematiche». «Non bastava la scelta "creativa” adottata dalla Regione Lombardia in tema di supplemento dei ticket per singola ricetta, con la quale si arriva a pagare sino a 30 euro oltre il ticket di partecipazione alla spesa sanitaria: ora, i nostri amministratori regionali hanno deciso di “aumentare il livello della qualità delle cure tagliando gli sprechi”» così si esprime Federconsumatori sulla situazione. A preoccupare il mondo associazionistico è anche la volontà, espressa dalla Regione, di portare alcune prestazioni che finora sono state erogate in day hospital, e quindi a carico del Sistema sanitario, in regime ambulatoriale, che diventerebbe quindi a carico dell'utente. «In sostanza intendono far pagare una serie di prestazioni che sinora erano state erogate gratuitamente. È bastato cambiare la denominazione da day hospital in “macro attività ambulatoriale complessa” e il gioco è fatto». Anche i sindacati protestano contro un'applicazione del superticket che definiscono iniqua. «Diverse regioni hanno fatto una scelta di suddivisione della spesa sulla base del reddito. La Lombardia ha invece ragionato sulle prestazioni, facendo una scelta a nostro avviso sbagliata. In questo modo, infatti, si fa pagare lo stesso prezzo a chi possiede redditi alti come a chi invece fatica ad arrivare a fine mese» spiega Carmelita Lazzari, responsabile del settore sanità della Cgil. «E' vero, la normativa prevede diverse esenzioni, ma tra esse non sono annoverate tutte quelle persone giovani che percepiscono stipendi particolarmente bassi, (infatti soltanto chi ha un reddito inferiore a 8mila euro l’anno può usufruire dell’esenzione; 11mila in caso di giovane coppia, ndr), e che difficilmente riusciranno a sostenere delle spese sanitarie così costose». E si insiste sulla preoccupazione per le prestazioni che saranno erogate a pagamento. «Parliamo di interventi come quello della cataratta o del tunnel carpale, che diventerebbero quindi soggetti a ticket» spiega Lazzari. «L'idea di chi dirige la sanità lombarda è quella di scaricare i costi e gli sprechi addosso alle famiglie, e quindi agli utenti più deboli. Questo non possiamo accettarlo».

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