Le novità sull’Imu per gli immobili agricoli

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Antonio Piva: «Buoni risultati, ma chiediamo ulteriori modifiche nel decreto legge»

Il Senato ha dato il via libera al decreto fiscale su cui il governo aveva chiesto la fiducia e che ora passerà alla Camera. Nel maxiemendamento sostitutivo del testo, che dovrà essere convertito in legge entro il primo maggio prossimo, si disciplina anche l'Imu agricola. Il provvedimento conferma in particolare che il gettito in agricoltura non debba superare per l'anno in corso un contributo aggiuntivo di 135 milioni di euro per i fabbricati rurali ad uso strumentale e di 89 milioni di euro per i terreni e riconosce, di fatto, le stime e le preoccupazioni avanzate dal mondo agricolo sull'impatto del provvedimento adottato dal governo Monti. Sono previsti l’esenzione per i fabbricati rurali strumentali collocati nei comuni montani oltre i 1.000 metri; il ritorno al 25% della riduzione della base imponibile per gli imprenditori agricoli professionali; la rivalutazione di un ulteriore 5% per le rendite dei terreni posseduti da soggetti diversi rispetto ai coltivatori diretti e dagli "iap". Per i fabbricati rurali strumentali, l’imposta rimane allo 0,2% (ma i sindaci hanno la possibilità di portarla allo 0,1%), però cambia la tempistica dei versamenti: l’acconto di giugno si ferma al 30%, mentre il resto dovrà essere pagato con il saldo di dicembre. Sempre a dicembre, per quest’anno, dovranno essere effettuati in un'unica soluzione i versamenti che riguardano i fabbricati rurali iscritti nel catasto dei terreni. Per quelli esenti da Imu, anche se incolti, si continuerà a pagare l’Irpef sui redditi fondiari e le relative addizionali. «E’ certamente un risultato importante, frutto della battaglia di Confagricoltura, e nella quale la Libera e Federlombarda si sono spese senza riserve», commenta il presidente Antonio Piva. Una battaglia che era culminata nell’assemblea regionale del 6 marzo a Cremona, con la presenza del leader nazionale Mario Guidi e di quello regionale, Franco Bettoni. «Ci abbiamo creduto anche quando in molti pensavano che fosse fatica sprecata, e i primi risultati arrivano. Logicamente non siamo ancora soddisfatti; chiediamo quindi ulteriori modifiche nella proposta e di conseguenza nel decreto che ne scaturirà. Sull’Imu agricola la strada scelta dal governo, con l’emendamento al decreto fiscale, non è sufficiente. Le proposte, non sono infatti ancora coerenti con gli impegni assunti dall’esecutivo al Tavolo di confronto con le organizzazioni agricole.

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