Parcheggio Marconi, cresce l’affluenza

+ 19
+ 15


A un anno esatto dalla sua inaugurazione (il 18 aprile 2011), qual è l'affluenza al parcheggio di piazza Marconi, che nei primi tempi veniva decisamente snobbato dai cittadini? Lo abbiamo chiesto a Francesco Zanibelli, assessore alla viabilità del Comune di Cremona. «L'affluenza sta migliorando. Ci sono giornate in cui viene utilizzato al 100%, specialmente quando c'è il mercato settimanale, altre in cui l'utilizzo è inferiore. Voglio però ricordare che presto inaugureremo il Museo del Violino, e ci aspettiamo che da quella data si incrementi anche l'utilizzo del posteggio sotterraneo ». La questione è complessa: il sistema parcheggi si inserisce in un più ampio sistema di mobilità urbana, che il Comune, come spiega Zanibelli, sta affrontando «con un metodo altamente scientifico. Mentre prima si prendeva ogni decisione in maniera empirica, ora si è impostato un sistema scientifico di osservazione e valutazione. «Abbiamo fatto un rilievo su tutto il territorio per verificare e quantificare i parcheggi presenti, realizzandone poi una mappa su cui ogni stallo viene identificato singolarmente, così come i cartelli, gli elementi di arredo urbano e tante altre cose» spiega Riccardo Zelioli, responsabile del Servizio Programmazione, Mobilità e Qualità Urbana, un ufficio voluto proprio da Zanibelli fin dall'inizio del suo mandato, allo scopo di mettere mano a una materia tanto delicata e complessa come quella della viabilità urbana. Sono in tutto 1.599 i parcheggi a pagamento disseminati sul territorio comunale, gestiti in parte da Saba (come ad esempio il Marconi) e in parte da Aem (come il Massarotti e la maggior parte degli stalli). «Stiamo mettendo ordine in tutto» aggiunge Zanibelli. «Il nostro Comune è l'unico ad aver fatto un lavoro così capillare a costo praticamente zero, che ci permette di identificare in ogni momento tutti i parcheggi a pagamento della città. Tra l'altro, nell'ambito della gara per il trasporto pubblico locale abbiamo messo dei paletti che riguardano la necessità di un miglior collegamento tra i parcheggi corona e il centro storico, che dovranno essere frequenti e veloci».

A questo proposito, il Comune spinge anche sulla mobilità sostenibile: è stato collocato recentemente un primo cartello, al Foro Boario, che indica il tempo di percorrenza per raggiungere il centro storico a piedi. «Di fatto tutta la città è raggiungibile in breve tempo sia in bicicletta che a piedi» spiega Zelioli. Nell'ambito dei parcheggi, il Comune deve ora occuparsi anche del Massarotti, recentemente acquisito da Aem: un parcheggio che per anni è rimasto pressoché deserto, e ignorato da tutti. A questo proposito si sta lavorando per renderlo più appetibile. «Aem ha già migliorato la segnaletica che indica il parcheggio, e ha in programma di potenziarne la promozione ». Tra le iniziative in programma per la promozione del parcheggio - iniziativa che vale anche per il Villa Glori - si vuole approntare anche un progetto per stimolare l'utilizzo da parte dei residenti. Infine è stata collocata una postazione di bike sharing proprio di fronte al parcheggio stessi. Molti cremonesi si lamentano che a Cremona non ci sono parcheggi, ma i tecnici comunali non sono d'accordo. «Il problema esiste solo in certi momenti della giornata, in particolar modo al mattino, quando c'è una particolare concentrazione di veicoli in centro.

Tuttavia, dai dati a nostra disposizione emerge che nelle ore pomeridiane e serali tali posteggi vengono poco utilizzati. Facendo un bilancio giornaliero, in ogni caso, non emerge una sostanziale carenza di posteggi». «Il lavoro degli uffici tecnici è assiduo» continua l'assessore. «Ad esempio, sul comparto di corso Garibaldi abbiamo fatto un lavoro notevole, con la collaborazione di due giovani studenti del Politecnico. Abbiamo fatto delle rilevazioni precise, sia sui flussi di traffico, attraverso delle apposite spire elettroniche, sia sull'utilizzo dei vari tipi di parcheggi - blu, carico/scarico, disabili, ecc. Abbiamo anche intervistato commercianti e residenti per capire quali siano le esigenze. I dati raccolti ci permettono di ipotizzare diversi scenari di intervento, che verranno poi valutati».

di Laura Bosio

Segnala questo articolo su