I Balletboyz portano sul palco del Ponchielli “The talent”

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Venerdì 13 aprile alle 21 sono ospiti, per la prima volta al Teatro Ponchielli, gli inglesi Balletboyz, compagnia di fama internazionale e tutta maschile, fondata da Michael Nunn e William Trevitt. I Balletboyz sono considerati una delle forze più originali ed innovative nel panorama della modern dance, innovazione ottenuta utilizzando nuovi schemi, collaborando con un’ampia rosa di talenti “di rottura” e costruendo un gran seguito attraverso documentari tv. Considerati pionieri dell’idea di una danza per tutti, i Balletboyz han ricevuto numerosi riconoscimenti e nomination per premi internazionali. Lo spettacolo proposto al Ponchielli si intitola “The talent” ed è costituito da tre coreografie. La serata si apre con “Torsion”, esempio di forza ed equilibrio, la coreografia è una gara con la gravità che sfrutta l’impenetrabile partnership intuitiva dei danzatori. Creato nel 2002 per Nunn e Trevitt, il brano diventò rapidamente uno dei loro maggiori hit. La coreografia si presenta ripensata per 6 danzatori grazie alla rinnovata collaborazione tra Russell Maliphant e Michael Hulls. Si prosegue con “Alpha” di Paul Roberts, che ha spiegato: «In principio, estraniatomi dalla mia “comfort zone”, ho immerso me stesso nei danzatori, acconsentendo che i loro corpi guidassero la mia coreografia. Inconsapevolmente, Alpha si è evoluta divenendo una conversazione collettiva. Parla di forma: una lunga curva, e un percorso che tende delicatamente verso il pubblico per tutto il tempo mantenendo una certa sensibilità e tuttavia stimolando pensieri. Alpha si è finalmente rivelato la sua natura. Un concreto equilibrio tra l’energia del maschio dominante e l’umiltà della sottomissione, emozioni che ho personalmente sperimentato durante la fase creativa». “Void”, un’adrenalinica frenesia alimentata da raffinata danza, è l’ultimo lavoro che completa la serata. Scelto tra gli oltre 160 coreografi che hanno inviato richiesta per creare una nuova opera per la compagnia, Jarek Cemerek ha ideato un vibrante e maestoso lavoro d’ensemble che spinge i danzatori al limite delle loro capacità fisiche.

di Federica Ermete

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